Crisi microchip, ancora conseguenze per terremoto Giappone

Penalizzate fabbriche Renesas, Shin-Etsu e Mitsui Chemicals

Redazione ANSA ROMA

Nonostante siano passati diversi giorni dal terremoto che in Giappone ha scosso la zona di Fukushima, l'estrema delicatezza degli impianti utilizzati per la produzione dei microchip ha comportato conseguenze che stanno ancora penalizzando l'operatività di principali impianti di semiconduttori, compreso quello della Renesas Electronics, il principale produttore giapponese generalista di semiconduttori.

Il più forte terremoto che si è verificato nella zona dal 2011 ha pesantemente penalizzato l'industria giapponese dei chip poiché questa regione concentra un gran numero di fabbriche collegate a questa filiera produttiva: a Naka si trova quello di Shin-Etsu Chemicals, uno dei maggiori fornitori mondiali di wafer di silicio, e a Shirakawa quello di Mitsui Chemicals leader mondiale nelle resine fotosensibili e nei gas per incisione. Secondo gli analisti di Counterpoint Research, la crisi dei microprocessori dovrebbe durare fino alla fine del 2021. 

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