Multe, è giungla per costi di accertamento e notifica

Antitrust in Parlamento, spesso enti locali perpetrano abusi

Redazione ANSA ROMA

Gli enti locali non solo non rendicontano le multe al Mims (3 miliardi l'anno), come previsto dalla legge pena decurtazione del 90% dei trasferimenti, ma anche nell'attività di accertamento si riscontrano non poche irregolarità. Una sorta di ''giungla'' che vede queste spese, a carico del cittadino, addirittura raddoppiare in certi casi da Comune a Comune.

Una situazione evidenziata in una recente audizione dell'Antitrust in Commissione parlamentare di inchiesta sulla tutela dei diritti di utenti e consumatori e sulla quale il presidente della Commissione, Simone Baldelli e il Codacons chiedono ora sia fatta chiarezza.
"Sulle spese di accertamento delle multe stradali non esistono attualmente criteri oggettivi di quantificazione fissati dal legislatore e ogni ente locale agisce secondo la sua piena discrezionalità, spesso perpetrando evidenti abusi", ha segnalato l'Antitrust durante l'audizione evidenziando la variabilità di tali costi imposti dai comuni ai cittadini, che possono raggiungere anche i 15 euro a sanzione. Insomma una vera e propria ''giungla'' lasciata alla discrezionalità dei singoli enti.

Attualmente, sulla base di quanto disposto dall'Agcom (delibera n. 469/19/Cons) la tariffa complessiva per le spese di notifica degli atti giudiziari via posta è fissata in modo forfettario in 9,50 euro. L'articolo 201 comma 4 del Codice della Strada dispone che "le spese di accertamento e di notificazione sono poste a carico di chi è tenuto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria". Dall'analisi di alcune delibere di giunta comunale eseguita dall'Antitrust emerge che ciascun comune, nella parte dedicata alla determinazione delle spese di accertamento, include le più svariate e diverse voci quali: costi di stampa, postalizzazione, costi di acquisto e manutenzione dei palmari per la rilevazione delle infrazioni, manutenzione delle apparecchiature e del software di gestione del servizio, moduli autoimbustanti, redazione delle distinte delle raccomandate, visure alle banche dati della Motorizzazione Civile ecc. L'ammontare delle sole spese di accertamento che si aggiungono alle spese di notifica (9,50 euro), varia da un minimo di 2,50 euro a un massimo di 10 euro. "La discrezionale definizione di tali spese, a livelli talvolta elevati, si traduce in uno sfruttamento della posizione di debolezza del consumatore/cittadino, che è costretto a pagarle per espressa previsione di legge senza poterne contestare il quantum in alcuna sede" - ha spiegato il presidente dell'Antitrust, Roberto Rustichelli.

L'Autorità, in una seconda seduta svoltasi lo scorso 24 maggio, ha fornito delle tabelle da cui emerge come alcuni comuni, tra le spese di accertamento, inseriscano ad esempio la voce "Visure Aci", il cui costo varia, a seconda dell'amministrazione locale, da un minimo di 0,80 euro a un massimo di 1,83 euro, con una differenza del 128%. La spesa per "modulistica, stampanti, cartucce, manutenzioni apparecchi" passa da un minimo di 2,50 euro ad un massimo di 9,30 euro, con una differenza del 272% tra un comune e l'altro.
L'Antitrust ha poi rilevato un'altra anomalia: quando la notifica delle multe stradali avviene via Pec, e quindi si azzerano le "Spese di notifica" fisse da 9,50 euro a carico dei cittadini, alcuni comuni aumentano in modo considerevole i costi di accertamento, che possono raggiungere i 15 euro a sanzione.

Il Codacon annuncia battaglia, pronto a denunciare, Baldelli spiega che bisogna "capire quale possa essere un costo medio standard da fissare in modo trasparente e ragionevole, per evitare discriminazioni tra cittadini che risiedono in comuni diversi e che, tra l'altro, non possono neppure contestare l'importo di questi costi, e per togliere a qualche amministrazione locale la tentazione di utilizzare questa voce per arrotondare le entrate delle multe stradali".

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