Il pm della Dda di Catanzaro
Irene Crea ha chiesto la condanna a sette anni e sei mesi di
reclusione per un sacerdote, Graziano Maccarone, di 44 anni,
accusato di avere messo in atto un tentativo di estorsione, con
l'aggravante del metodo mafioso, ai danni di Roberto Mazzocca,
un imprenditore padre di una giovane disabile. Il magistrato,
nel corso dell'udienza del processo che è in corso davanti al
Tribunale di Vibo Valentia, ha chiesto
invece l'assoluzione per un altro sacerdote coinvolto nella
vicenda, Nicola De Luca, di 41 anni.
Maccarone, all'epoca dei fatti, risalenti al periodo compreso
tra il 2012 ed il 2013, era il segretario particolare
dell'allora vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, mons. Luigi
Renzo, mentre don Nicola De Luca era il reggente della chiesa
della Madonna del Rosario di Tropea.
Secondo quanto è emerso dalle indagini svolte all'epoca dalla
Squadra mobile di Vibo Valentia, Mazzocca si era rivolto ai due
sacerdoti per ottenere da loro un aiuto economico allo scopo di
evitare alla figlia il pignoramento dei beni a causa di un
debito contratto con un'altra persona. Maccarone e De Luca,
secondo la prospettazione fatta inizialmente dall'accusa,
avrebbero costretto Mazzocca, con violenza o minaccia, a
restituire loro la somma di denaro ricevuta in prestito.
I due prelati avrebbero anche avuto un incontro col padre della
ragazza disabile. In questa occasione, don Maccarone avrebbe
riferito all'imprenditore che il denaro datogli in prestito non
era suo ma di alcuni suoi cugini che sarebbero stati in rapporti
di vicinanza con la famiglia mafiosa dei Mancuso.
Dall'indagine è emersa anche una lunga serie di messaggi
telefonici a sfondo sessuale che Maccarone avrebbe inviato alla
figlia disabile dell'imprenditore, dalla quale avrebbe ricevuto
foto compromettenti e indumenti.
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