Zaia,voto vero, a Stato chiederemo tutto

Falso che Veneto sia egoista, si taglino 30 mld di sprechi

(ANSA) - VENEZIA, 12 OTT Luca Zaia non si ferma un attimo. Sul referendum del 22 ottobre si gioca tutte le carte di una battaglia, quella dell'autonomia, che il Veneto conduce da decenni. "E' un momento storico, magari lo scriverò sul curriculum - scherza il governatore, nel suo studio di Palazzo Balbi, davanti a un gigantesco gonfalone marciano - Ma è storico per i veneti, non per la mia carriera politica. Io voglio restare qui e occuparmi di Veneto. Dopo aver predicato per anni 'basta Roma', 'vogliamo essere come Trento e Bolzano', 'paroni a casa nostra', i veneti hanno l'opportunità di andare a votare". Si vocifera che abbia già pronta la delibera-quadro da far approvare dopo il voto, per iniziare a trattare con Roma. "Assolutamente si' - conferma Zaia - E' il frutto di un grande lavoro di costituzionalisti ed esperti in materia finanziaria, che rispettando la Costituzione, art. 116, 117 118 e 119, hanno scritto un progetto per avviare il negoziato". Un elenco lunghissimo, 23 capitoli, quello delle materia 'concorrenti' con lo Stato che il Veneto vuole chiedere per se, mantenendo sul territorio le relative risorse. "A quali sarei potrei rinunciare ? No, io non rinuncio proprio a nulla - risponde -, sarebbe un errore cominciare così. La Costituzione parla di 23 materie; si va dalle casse di risparmio, agli aeroporti, alla formazione. Ecco, noi le chiediamo tutte". Un'autonomia fiscale 'di fatto', non di diritto, dato che la Costituzione nega questa possibilità alle Regioni con statuto ordinario. Ma se il 'modello' fosse quello del Trentino A.Adige al Veneto spetterebbero quasi 20 miliardi di euro. "E' così - risponde Zaia - chi critica questa visione, dandoci degli egoisti, evidentemente non conosce bene la Costituzione. Chi ne parla tanto, molto spesso non l'ha neanche letta". Il Veneto è con la Lombardia - che andrà al referendum nella stessa data - una delle Regioni col più alto residuo fiscale, 15,4 mld di euro: da' cioè alle casse dello Stato molto più di quanto riceve. "Si può conciliare l'autonomia con la solidarietà? Questo è un falso problema - dice Zaia - Tutti difendono la Costituzione. Ma se la nostra Carta è scritta bene, prevede tutto quello che noi chiediamo. Non capisco perchè i difensori della Costituzione, quando il Veneto chiede ciò che è scritto in questo testo, diventa egoista". "Se ci sono problemi di risorse - prosegue - do io un'indicazione: ci sono 30 mld di sprechi in Italia, si vada a tagliare questi, e avremo quote di solidarietà per tutti, oltre a quella che noi già diamo". Su una cosa Zaia non ha dubbi: "il referendum sarà un'elezione vera - sottolinea - non una 'gazebata' come qualcuno vuol far credere. E non è il referendum di Zaia o Maroni, della Lega, del Pd, Fi o 5Stelle. Potrei dire che qui tutti i partiti sono per il Si', li ringrazio, partendo dal mio partito, la Lega, che ci crede fino in fondo". "Questo - continua - è il referendum dei veneti e dei 'nuovi veneti', nessuno di noi avrà alibi. Domenica 22 ottobre i seggi saranno aperti dalle 7 alle 23. Ci saranno le urne, le cabine elettorali, gli scrutatori e i presidenti di seggio, i militari per l'ordine pubblico. La storia ci consegna una pagina in bianco: dobbiamo scriverla". Zaia invita tutti "ad andare a votare. Da noi c'è il quorum, deve votare il 50% più uno degli elettori" ricorda. Ma se l'affluenza sarà bassa? "Se è sotto il quorum - ribadisce Zaia - vuol dire che il referendum lo buttiamo via. Se passa, la trattativa avrà una forza esattamente proporzionale con l'affluenza alle urne". Cos'ha in comune il referendum autonomista in Veneto con la Catalogna? "L'unico esempio che posso fare - conclude Zaia - è questo: la piazza catalana piena tiene in piedi il dibattito con Madrid, così come le urne piene in Veneto tengono in piedi il dibattito con Roma". GM/-

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