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'Ndrangheta: Commissari, a Saint-Pierre 'Mafia silente'

'Ndrangheta: Commissari, a Saint-Pierre 'Mafia silente'

Commissari, "Carcea e suoi sodali non volevano creare sospetti"

AOSTA, 19 giugno 2020, 09:18

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Dell'atteggiamento definito "mafia silente" dalla Corte di Cassazione si ha "evidentemente traccia quando" l'ex assessore Monica "Carcea e suoi sodali, nella gestione dell'Affaire Addario si premurano e si preoccupano che non si sospetti affatto dell'interessamento dell'assessore in tutta la vicenda". Lo si legge nella relazione della commissione di indagine prefettizia sul Comune di Saint-Pierre.
    Per "mafia silente", scrivono i commissari, si intende "un atteggiamento di basso profilo lontano da interventi dirompenti, mirato a penetrare il territorio in maniera sfumata, camaleontica, quasi impercettibile, insomma coerente e consona con una comunità non avvezza alla prevaricazione e alla plateale forza di intimidazione che storicamente si manifesta in altri territori".
    Più in generale, "si evidenzia come si possa" affermare che "in Valle d'Aosta la 'ndrangheta aderisca pienamente al modello della cosiddetta 'mafia silente', concetto ben definito da alcune pronunce giurisprudenziali della Suprema Corte". Secondo i commissari "dal materiale investigativo raccolto negli anni, è stato possibile mettere a fuoco le modalità con le quali si declina il fenomeno 'ndranghetista in Valle d'Aosta. Esso, pur riproducendo alcune caratteristiche tipiche dell'associazione mafiosa calabrese, si contraddistingue sul piano esterno per il basso profilo con cui si manifesta, necessitato dall'esigenza di rendersi sempre meno visibile, sia per una certa resistenza da parte della popolazione locale ad accettare facilmente imposizioni di carattere estorsivo, sia soprattutto per evitare di attirare l'attenzione delle forze dell'ordine e della magistratura". 

A Saint-Pierre affidi diretti per 467.000 euro - Per sei imprese che hanno lavorato con il Comune di Saint-Pierre, la commissione di indagine prefettizia "ha riscontrato una serie di affidamenti diretti, nel periodo 2015-2019, in violazione del principio di rotazione". Inoltre "in taluni casi gli affidamenti diretti sono oggetto di successiva integrazione, nonostante la motivazione dell'affidamento diretto si basi anche sulla congruità dell'offerta". L'importo totale di questi lavori è di 467 mila 947 euro. In una di queste imprese, affidataria per 34 mila 828 euro, ha lavorato anche - riporta la relazione dei commissari - un cugino del marito di Carcea. Inoltre la commissione ha "sollevato dei dubbi sulla legittimità degli affidamenti diretti" a un'impresa edile, "in particolare modo, sul possesso dei requisiti di capacità economica e tecnica per l'aggiudicazione dell'appalto".
Per quanto riguarda un'altra impresa, la Edilvu srl, a cui è stato affidato, in modo definitivo, "l'appalto relativo alla realizzazione del collettore di adduzione dell'acquedotto da realizzarsi per la connessione dei comuni di Valsavarenche, Introd e Villeneuve con la rete di distribuzione del Comune di Saint-Pierre, per un importo complessivo di 1 milione 296 mila 337 euro oltre Iva", l'allora rappresentante legale Ivan Vuillermin e Fabio Chiavazza, che ha assunto l'incarico di rup con determinazione del segretario comunale del 3 aprile 2014, sono imputati nell'inchiesta sulla corruzione a Valtournenche.
   

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