Per Uj edizione 2018 di grande successo

Per Renzo Arbore "mai vista Perugia così piena", numeri record

"Mai vista Perugia così piena": a certificare così un'edizione "da record" per Umbria Jazz, quella del 45/o anniversario, è stato il presidente della Fondazione Renzo Arbore.
    Oltre a sottolineare la qualità del cartellone proposto quest'anno, durante la conferenza stampa di bilancio, oggi, si è parlato soprattutto di numeri: un milione e 450 mila euro di incasso da biglietti e merchandising (in quest'ultimo caso +65% rispetto al 2017), circa 35 mila paganti (oltre 28 mila al main stage dell'Arena e 4 mila al teatro Morlacchi) ed oltre 400 mila persone in giro per la città.
    E poi le altre cifre di un festival che ha proposto 300 ore di grande musica, che ha coinvolto oltre 500 artisti in 250 eventi per dieci giorni di note, da mezzogiorno a tarda notte.
    Umbria Jazz, lo dicono anche i dati sul "fronte strategico" dei social network, è anche al momento il terzo festival jazz più seguito al mondo in termini di fan sulla pagina ufficiale.
    Per il vicepresidente della Fondazione, Stefano Mazzoni, "i numeri parlano chiaro" e quella 2018 "è senza dubbio una delle edizioni di Umbria Jazz di maggior successo". "Un grande risultato - ha detto - e al contempo una conferma per una kermesse che è stata recentemente oggetto di una legge che la definisce manifestazione di interesse nazionale, e, ci permettiamo di aggiungere, internazionale". Mazzoni ha poi ringraziato soprattutto il pubblico, la macchina organizzativa "perfetta e che lavora tutto l'anno come una grande famiglia", sostenitori privati e istituzioni.
    E proprio quelle presenti durante la conferenza stampa di bilancio, con il sindaco di Perugia Andrea Romizi e l'assessore regionale alla Cultura Fernanda Cecchini, hanno espresso "orgoglio" e "soddisfazione" per il grande successo dell'edizione 2018. "Umbria Jazz oltre ad essere un grandissimo evento di carattere culturale e sociale - ha detto Cecchini -, rappresenta anche una importante opportunità per l'economia regionale".
    Un "grazie" per il successo di questa edizione poi il sindaco Romizi lo ha voluto rivolgere a quanti lo hanno reso possibile, a partire dalla macchina organizzativa, da tutte le forze dell'ordine fino a chi ha garantito con i propri servizi il regolare svolgimento del festival con un piano generale che "ha retto molto bene".
    Arbore ha poi sottolineato l'aspetto sempre più internazionale del festival, evidenziando la presenza di Umbria jazz all'estero - con la mission di promuovere la musica ed i musicisti italiani e nello stesso tempo il turismo e le eccellenze della sua terra di origine -, ricordando le prossime trasferte in Cina dal 1 al 7 ottobre e in Brasile ad aprile 2019. In merito ai concerti di quest'anno ha poi parlato di una "abilità straordinaria" di Carlo Pagnotta nel proporre "sempre cose interessanti e uniche".
    Un successo quindi per questa 45/a edizione - è stato rimarcato - anche dal punto di vista musicale, con un paio di "note stonate" che il direttore artistico Pagnotta ha voluto subito evidenziare all'inizio del suo intervento. "Chiedo scusa - ha detto - per i Chainsmokers ma mi hanno fregato visto che avevano fatto 15 mila paganti a Bologna. Ma al di là dei paganti a volte mi domando che gusto hanno i giovani di oggi". Ma poi Pagnotta ha ricordato la "festa" per Quincy Jones, i Massive Attack che hanno avuto la meglio sul diluvio che si è abbattuto sulla città e la magia di David Byrne: alcuni momenti che rimarranno nella storia di Umbria jazz. Oltre ai concerti al Morlacchi, dedicato al jazz più ortodosso, e il successo di quelli alla Sala Podiani della Galleria Nazionale dell'Umbria, "che mi ha commosso" ha affermato Pagnotta ringraziando il direttore Pierini e dove è stato spesso necessario aggiungere posti, se non, come nel caso di Danilo Rea, replicare il concerto. Pagnotta, infine, ha evidenziato il lavoro di Umbria Jazz per la creazione di opportunità per i giovani musicisti, parlando delle Clinics tenute in collaborazione con il Berklee College of Music di Boston e della presenza sempre più importante e di prestigio della neonata Umbria Jazz Orchestra protagonista nella serata dedicata a Quincy Jones e in quella finale con Gregory Porter e la musica di Nat King Cole. (ANSA).
   

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