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Associazioni, gravi criticità per aborto farmacologico

Associazioni, gravi criticità per aborto farmacologico

"Nostri diritti non possono aspettare" sottolineano

PERUGIA, 28 settembre 2022, 16:31

Redazione ANSA

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"I nostri diritti non possono più aspettare": con queste parole associazioni femministe e sindacati, oggi in occasione della "Giornata mondiale dell'aborto sicuro" e a due giorni dalla "Giornata mondiale per la contraccezione", chiedono una audizione alla Commissione sanità "per una interlocuzione fattiva e reale, mettendo a punto assunzioni e garantendo un funzionamento efficacie ed efficiente dei servizi". Lo hanno fatto, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella casa dell'associazionismo a Perugia, presentando la lettera aperta inviata alla Regione (la presidente Donatella Tesei e l'assessore alla Sanità Luca Coletto), al Consiglio regionale, ai direttori generali e sanitari delle Asl1 e 2 e alle Aziende ospedaliere di Perugia e Terni, in merito "alle gravi criticità e i ritardi dell'Umbria in materia di aborto farmacologico, rete dei consultori, contraccezione gratuita".
    Firmatari del documento e presenti all'incontro con i giornalisti componenti di Rete Umbra per la Autodeterminazione, UDIPg, Terni Donne, Forum Donne Amelia, L'albero di Antonia APS Orvieto, Rete Donne Antiviolenza, Civiltà Laica e Cgil Umbria.
    "Vogliamo mobilitare le istituzioni non solo per un fatto politico ma di salute" ha ricordato Marina Toschi, ginecologa e membro della Rete. Secondo la quale l'aborto "sta diventando sempre più un campo di battaglia politico invece che legato all'ambito sanitario".
    Toschi ha poi spiegato anche perché quello dell'Umbria è un caso che preoccupa particolarmente le donne. "Ci è voluto tanto - ha sostenuto - per ottenere il day hospital per l'aborto medico, ma poi la presidente Tesei l'ha levato e ha scatenato una protesta di massa. Successivamente ha accettato le linee del ministero ma solo per quello che riguarda le 9 settimane e non relativamente alla questione dei consultori. Nel Lazio ed Emilia-Romagna hanno cominciato a fare in modo territoriale come nel resto del mondo".
   

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