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"La sfida epocale dell'acqua come risorsa da preservare"

"La sfida epocale dell'acqua come risorsa da preservare"

Le propste di Confagricoltura Umbria

PERUGIA, 23 giugno 2022, 13:07

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Emergenza siccità e carenza idrica sono stati i temi del convegno di Confagricoltura "Acqua: risorsa da preservare e fattore di produzione". Si è tenuta, alla Posta dei Donini di San Martino in Campo (Perugia), l'assemblea generale ordinaria di Confagricoltura Umbria e dopo la parte privata per l'approvazione del bilancio ha fatto seguito l'incontro pubblico con al centro le richieste per arrivare all'irrigazione di 100mila ettari.
    Parola d'ordine è innovazione. Creare e sviluppare filiere deve essere l'imperativo. Inoltre, sostenere le imprese con politiche regionali adeguate. Fondamentale è la realizzazione di nuovi invasi e la manutenzione degli esistenti. Necessario poi un costo equo e sostenibile dell'acqua. Infine, Confagricoltura chiede un tavolo tecnico con la Regione capofila.
    Il presidente nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, in collegamento online, ha chiesto di "non di raccontare un mondo che non esiste, come quando sento dire che gli agricoltori sprecano acqua. Assurdo, perché noi utilizziamo bene l'acqua e per produrre cibo".
    Il presidente di Confagricoltura Umbria, Fabio Rossi, ha sottolineato che "per fare agricoltura di qualità è necessario avere acqua". Oltre ai già circa 1.400 piccoli invasi censiti a livello regionale, c'è bisogno anche di farne altri: "Per produrre anche nei terreni più marginali c'è bisogno di invasare l'acqua perché i fenomeni piovosi sono sempre meno ma sempre più violenti".
    Secondo l'assessore regionale Roberto Morroni, "qualcosa si sta facendo e si farà a livello regionale potendo contare anche sulle misure in atto a livello di Psr delle risorse 2023-2027 con una riduzione in linea con la percentuale nazionale".
    E' stato attivato da 4 mesi un team di lavoro per ricognizione di tutti i laghetti che esistono in Umbria. L'obiettivo è quello di avere una mappa precisa di invasi che devono essere attivati.
    Senza dimenticare le dighe come Montedoglio e Valfabbrica che, per Morroni, "ci fanno guardare con fiducia sia all'uso irriguo che a quello idropotabile".
    Per Marco Caprai, della giunta nazionale di Confagricoltura, "bisogna aggregarsi perché l'innovazione costa e la tecnologia necessita di personale e formazione".
   

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