Doping:Donati, dirò tutto se non mi mettono pistola in bocca

L'allenatore di Schwazer, catena istituzioni solidali tra loro

(ANSA) - BOLZANO, 12 SET - "Alex sta dimostrando il suo equilibrio e la sua dignità. Vuole arrivare alla verità.
    Dobbiamo andare avanti e arrivare alla fine di questa storia. Se si arriva alla fine io chiederò il risarcimento ma mica finisce lì. Io dirò tutto, se qualcuno non mi mette una pistola in bocca prima, spiegherò tutto. Come ho sempre fatto nella mia vita". Lo ha detto Sandro Donati, allenatore di Schwazer, prima dell'incidente probatorio al tribunale di Bolzano. "La vicenda di Alex è legata direttamente alla sua testimonianza contro due medici, quella testimonianza pesava. Ed è stata decisiva per la condanna. E quindi è chiaro che bisognava far perdere la credibilità a Schwazer agli occhi del giudice. Qui non si tratta di una persona. Qui è una catena di istituzioni che sono solidali una all'altra. Un potere di cui voi non si ha idea. Il fenomeno del doping si è sviluppato e consolidato perché dall'altra parte c'era un sistema che non lo fronteggiava in maniera adeguata".
   

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