Favino, così sono diventato Buscetta

Bellocchio, non raccontiamo l'eroe ma l'uomo di coraggio

(ANSA) - CANNES, 23 MAG - "Niente di più lontano da me, dal mio mondo, io di Piacenza lui di Palermo, e poi la mafia e tutti i fatti di sangue, eppure piano piano mi sono impadronito di questa storia, di questa figura tragica per raccontarla non certo come un eroe ma certamente come un uomo di coraggio, una qualità che ammiro forse perché a me non appartiene" dice all'ANSA Marco Bellocchio, in concorso a Cannes con Il Traditore, un film sul boss pentito di mafia Tommaso Buscetta, in 350 sale da oggi al cinema in Italia con 01 Distribution.
    Pierfrancesco Favino con capacità mimetica si è trasformato in Buscetta: "Nell'interpretarlo mi sono sempre domandato a cosa credere e a cosa non credere di quello che via via sapevo di lui. Al romanticismo, all'amore per la famiglia, all'idealismo? Sono anche i miei valori, ma certo non si è boss per niente e lui non era un figlio della mafia, ma ha scelto a 17 anni di entrarci sapendo che era la scelta per tutta la vita, dunque rendere questo lato è stato la mia vera sfida".
   

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