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Zoff, 'per me il vero mito era lui'

Zoff, 'per me il vero mito era lui'

Portiere mondiale: 'In Brasile al cimitero per rendergli omaggio'

28 aprile 2014, 14:17

Redazione ANSA

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Zoff, 'per me il vero mito era lui ' - RIPRODUZIONE RISERVATA

Zoff,  'per me il vero mito era lui ' - RIPRODUZIONE RISERVATA
Zoff, 'per me il vero mito era lui ' - RIPRODUZIONE RISERVATA

 Da un 'mito' all'altro. Dino Zoff quand'era giovane sognava di diventare un campione. C'è riuscito col pallone, facendo sì che non entrasse nelle porte che ha difeso per quasi 30 anni, ma la velocità, l'automobilismo e, soprattutto, Ayrton Senna gli sono rimasti da sempre nel cuore. Anche vent'anni dopo, il campione del mondo Dino Zoff gli rende omaggio: "E' stato il più grande di tutti - il suo ricordo attraverso l'Ansa - un fuoriclasse assoluto, una persona e un asso al volante ma anche straordinaria fuori dall'abitacolo". "Seppi della sua morte un pomeriggio a Genova. Allora ero in panchina e allenavo la Lazio. Quel giorno giocavamo in trasferta. Ricordo un grande dolore perché se n'era andata una persona straordinaria, un fuoriclasse assoluto, un grande uomo". Del pilota Senna che Zoff non ha mai però conosciuto, "mi rimangono impresse imprese memorabili, tanti Gran Premi vinti, innumerevoli pole position.

Ricordo ad esempio un GP in Inghilterra sotto il diluvio in cui Senna fece un autentico capolavoro e annientò tutti i suoi rivali. Mentre gli altri rallentavano, lui accelerava. Di quel pilota mi ha sempre affascinato la ricerca continua del tempo, della perfezione, dell'attimo. Il brasiliano - ricorda ancora l'ex capitano della Nazionale - aspettava sempre l'ultimo istante prima di dare l'affondo. Aveva una sorta di cronometro dentro che gli diceva sempre cosa fare e come farlo. E il bello è che lui faceva tutto questo a 300 kmh". Dino Zoff ha visto e ammirato tanti altri fuoriclasse del volante, conosciuto Lauda e Regazzoni, "amato Schumacher", "ma per me Senna è sempre stato unico e mitico". Un pilota che dentro l'abitacolo aveva qualcosa di sovrumano ma che nella vita di tutti i giorni aveva tratti umanissimi, di una sensibilità estrema, con una particolarissima e attenzione ai problemi della gente comune e del suo Paese, il Brasile. "Non ho mai conosciuto Senna - conclude Zoff - ne' ci sono state occasioni in cui calcio e F1 coincidessero, però quando mi e' capitato di andare in Brasile sono andato al cimitero dove riposa Senna per rendergli omaggio e dire una preghiera".

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