Dal Pino eletto presidente della Lega Serie A

Per manager 1 voto più della maggioranza semplice richiesta

Paolo Dal Pino è il nuovo presidente della Lega Serie A. E' stato eletto dall'assemblea dei venti club con 12 voti, uno in più della maggioranza semplice richiesta dopo due assemblee elettive andate a vuoto. Milanese, classe 1962, Dal Pino ha iniziato la sua carriera di manager nel 1986 in Fininvest, ricoprendo poi ruoli di vertice fra editoria e telecomunicazioni, in Mondadori, Kataweb del gruppo Espresso, Telecom, Seat Pg, Pirelli e Wind.

Dal Pino aveva già sfiorato la nomina nella seconda assemblea elettiva, lo scorso 16 dicembre, raccogliendo nei tre scrutini 13 e 12 voti, fra cui quelli di Roma, Lazio, Milan e Genoa. Con l'abbassamento del quorum questa volta 12 sono bastati per essere eletto. Una scheda è stata lasciata bianca e altri 7 voti sono andati a Gaetano Miccichè, che si era dimesso dalla presidenza della Lega il 19 novembre dopo l'inchiesta della Procura federale sulla sua elezione, e che è stato candidato poco prima del voto dal presidente del Torino Urbano Cairo.

"L'elezione è avvenuta a mio giudizio in modo abbastanza improvvisato. Noi grandi contestavamo il metodo con cui si è arrivati all'elezione, non certo la persona, perché Dal Pino rappresenta un manager importante ma ci pareva giusto poterci confrontare con lui per ascoltare il suo programma. Non abbiamo condiviso questa scelta e abbiamo espresso il nostro voto". Così l'ad dell'Inter, Giuseppe Marotta, dopo l'elezione del presidente della Lega Serie A.

"L'obiettivo era ripristinare gli organi della Lega ed è stato raggiunto al primo colpo. E' motivo di soddisfazione per la Lega, che riprende un percorso di normalità dopo le dimissioni di Micciché, e per la Figc che mi aveva dato il mandato": così Giancarlo Abete dopo l'elezione di Dal Pino che chiude il suo mandato da commissario ad acta. "Non ho parlato con Dal Pino - afferma - ma penso che accetterà. Ha 15 giorni per accettare e rimuovere eventuali incompatibilità".

'E' emersa una volontà condivisa di modificare il sistema elettorale nel prossimo periodo. Il fatto di non avere candidati, di non avere una valutazione della posizione e una verifica dell'eleggibilità preventiva e non successiva, determina problematiche", sottolinea Abete. "Sia i club che i candidati - aggiunge - si mettono sotto verifica degli organi di giustizia sportiva. E' una perdita di potere contrattuale".

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