Italia-Liechtestein, Mancini: rispetto a Udine cambierò qualcosa

Il ct alla vigilia della sfida: cominciamo ad avere un'identità

"Questa squadra inizia a prendere una vera identità perché cominciamo ad avere alcune partite assieme. Noi abbiamo il nostro gioco che ci deve accompagnare sino agli Europei. Dobbiamo essere più aggressivi e fare subito risultato per non rischiare di innervosirci. Ma nulla è scontato. E poi il Liechtenstein ha un allenatore di esperienza che conosce bene il calcio, forse si chiuderanno un po' e noi dovremo essere bravi a trovare gli spazi". Lo ha detto, a Parma, il ct della nazionale Roberto Mancini in vista della sfida di domani, martedì 26 marzo.

Poi sul possibile turnover azzurro: "Qualcosa cambieremo rispetto alla gara di Udine. Tre, quattro giocatori se non qualcosa di più ma deciderò dopo l'allenamento perché devo valutare le condizioni fisiche dei ragazzi".

"Non ho ancora scelto la formazione ma Quagliarella non è un giocatore a gettone. Merita di stare qua". E' la risposta di Mancini a chi gli chiede se al Tardini l'attaccante della Sampdoria potrebbe essere titolare contro il Liechtenstein. "Nella sua carriera ha sempre dimostrato di saper giocare a calcio - ha proseguito Mancini - è da tanto in nazionale ed è rientrato perché noi dobbiamo qualificarci ed abbiamo bisogno del capocannoniere del campionato. Con la Finlandia ha avuto due occasioni importanti ma è anche entrato in un momento particolare della partita".

Bonucci, spero Kean riesca a sopportare la pressione  - "Kean è cresciuto tantissimo e ha fatto grandi passi in avanti. Spero riesca a sopportare tutta la pressione che ha addosso in questo momento". Leonardo Bonucci parla così del compagno di squadra, in rete con la Finlandia e ora protagonista assoluto in casa azzurra. "Ha fatto bene a restare con noi alla Juventus - ha spiegato Bonucci in conferenza stampa al Tardini - quando ti alleni con Cristiano Ronaldo e Dybala è ovvio che cresci meglio. Ha accettato il consiglio di restare ed ora sta facendo grandi passi avanti. Ha diciotto anni e come tutti i diciottenni sbaglia qualcosina - ha proseguito - ma questo a parte della crescita, dell'esperienza. Negli ultimi temi ha capito poi come si sta in un gruppo, come si rispettano le regole. Ora spero gli scivolino addosso tutte le pressioni che sta vivendo in nazionale e alla Juventus". Sul giovanissimo attaccante bianconero getta acqua sul fuoco anche Mancini. "Tutti siamo stati giovani - ha detto il ct azzurro - Abbiamo tutti fatto degli errori. Ci siamo esaltati e ci siamo depressi . E' un po' come noi, deve crescere".

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