Gianni Infantino, chi è il nuovo capo del calcio mondiale

Nato e cresciuto in Svizzera, ha chiare origini italiane

Infantino, nato e cresciuto in Svizzera, ha chiare origini italiane: il padre originario della Calabria, la mamma della Valcamonica. In conferenza stampa non ha mancato di ringraziare l'amico Michel Platini: "Ho un pensiero molto forte per lui. Lo ringrazio per i nove anni durante i quali abbiamo lavorato insieme". Tifoso interista, l'uomo prescelto per il 'rinnovamento' del calcio mondiale, travolto dagli scandali, ha davanti a sè una missione difficilissima. Ma Infantino si è detto certo di farcela: "conquisteremo il rispetto con il lavoro ed il mondo ci applaudirà", le sue parole alla platea. "Voglio un grande sviluppo del calcio in tutti i Paesi. Non sono il presidente dell'Europa ma di tutto il movimento".

Una cosa è certa: se Joao Havelange aveva guidato la Fifa per 20 anni e Blatter per 17, il neo eletto non potrà superare i tre mandati, secondo le riforme adottate in mattinata proprio dal congresso. Visto che il primo mandato durerà poco più di tre anni (in quanto di 'sostituzione' a quello di Blatter, dimissionario prima di essere squalificato), con la prossima elezione prevista nel 2019, l'italo-svizzero resterà alla guida della Fifa per un massimo di 11 anni. Il suo stipendio sarà reso pubblico, cosi come quello degli altri massimi dirigenti della Fifa. Sempre secondo le riforme votate dal congresso, anche il suo potere sarà limitato.

Presiederà infatti un consiglio (che sostituirà l'esecutivo) di 37 persone - di cui, almeno sei donne, una per confederazione - il cui ruolo sarà essenzialmente strategico. Indirizzerà la politica calcistica mondiale, ma il lato operativo - in particolare la vendita dei diritti tv e commerciali - spetterà all'amministrazione della Fifa, capeggiata dal segretario generale. Questi ''non sarà un europeo'', ha garantito Infantino. Fra le altre riforme, figurano maggior controllo dei flussi finanziari ed esami di integrità piu' spinti per i membri della Fifa. Il numero di commissioni permanenti scenderà da 26 a 9, ma con la creazione di un entità che riunirà rappresentanti di tutte le componenti del mondo del calcio.

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