Tokyo 2020, -1 anno. Pellielo: 'suderò sangue per esserci'

Fuoriclasse tiro a volo insegue record 8/a partecipazione

Una storia di passione a cinque cerchi che vorrebbe durasse "almeno" 28 anni. A un anno dall'Olimpiade di Tokyo Giovanni Pellielo, 49enne fuoriclasse del tiro a volo, 4 medaglie ai Giochi in quattro diverse edizioni (3 argenti ad Atene, Pechino e Rio e un bronzo a Sydney), 3 titoli mondiali individuali, 7 agli Europei e 6 Coppe del Mondo, insegue il record dell'ottava partecipazione all'evento che, spiega, "è veramente universale: stare con gli altri arricchisce, rende l'uomo migliore. L'Olimpiade ci fa tutti fratelli, e per arrivare a quella del 2020 sono disposto a sudare sangue". "Anche in questi giorni in cui tutti vanno al mare - continua - io sono qui a tirare ai piattelli per otto ore al giorno. Andare a Tokyo per noi del tiro è diventato quasi come scalare il K2, ma io farò finire tutto l'ossigeno pur di arrivare in cima, perché non voglio lasciare nulla d'intentato".

Le Olimpiadi per Pellielo sono una storia, "d'amore" sottolinea lui, cominciata a Barcellona 1992 e continuata fino a Rio 2016 in attesa di conquistare il 'pass' per il Giappone. Riuscirci significherebbe per il vercellese raggiungere i fratelli Piero e Raimondo D'Inzeo, uomini simbolo dell'equitazione, e la canoista Josefa Idem a quota 8 presenze ai Giochi (ma per la Idem due furono con i colori della Germania), un primato dello sport italiano, e ciò sarebbe "una cosa meravigliosa, e la realizzazione di un sogno". E non è finita qui, "perché io - sottolinea Pellielo - dopo il 2020 non mi fermerò, e continuerò a gareggiare per altri quattro anni. Mi vedrete in pedana di tiro fino a 54 anni e oltre, finché le forze me lo consentiranno". Ma Parigi 2024 è ancora lontana, meglio quindi 'dirottare' su Tokyo e spiegare perché arrivarci è diventato così difficile, nonostante l'Italia sia, assieme agli Usa, la nazione numero uno al mondo nel tiro a volo.

"Nella mia specialità, il Trap - dice -, ai Giochi saremo in gara in 29, dei quali solo la metà provenienti dall'Europa. Questo perché, rispetto alle precedenti edizioni, ci hanno tolto otto posti per darli alle donne. Sono un sostenitore delle pari opportunità, ma in questo caso dico che non è giusto. Bisogna dare di più alle donne, ma perché se lo meritano e non togliendo agli uomini. E come se io volessi un gelato e invece di comprarlo lo strappassi a un bambino. Ma è stato deciso così, e per noi è diventato tutto più difficile. Basti pensare che due settimane fa ai Mondiali di Lonato del Garda c'erano 300 tiratori di 87 nazioni e solo una piccola parte di loro potrà andare a Tokyo". Pellielo non ha ancora ottenuto la carta olimpica, e per conquistarla avrà a disposizione tre eventi: la prova di Coppa del Mondo di agosto in Finlandia, gli Europei di Lonato a settembre e la gara riservata ai tiratori del vecchio continente che si svolgerà l'anno prossimo in Francia "e che - sottolinea 'Johnny' - metterà in palio un solo pass: sarà proprio l'ultima occasione".

"Dovrò tirare fuori il meglio di ciò che ho dentro - dice il veterano che in caso di qualificazione sogna anche di essere il portabandiera dell'Italia nella cerimonia d'apertura - e lotterò fino alla fine. Tokyo è lì, e vorrei arrivarci anche se non posso farmene un'ossessione. Rispetto a tanti più sfortunati di me (Pellielo è coinvolto in varie iniziative benefiche e di sostegno n.d.r.) è già bello anche solo poter camminare, ma fatemi sperare che il mio sentiero dell'anno prossimo porti fino al Giappone". Magari per un altro podio, individuale o nella novità della gara mista, in coppia con un'altra fuoriclasse dei piattelli, Jessica Rossi, che il biglietto per il Giappone l'ha già in tasca.

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