Olimpiadi '26: Torino, nel segno del successo 2006

Si parte da know how edizione 12 anni fa. Costi a quota 2,1 mld

Le Olimpiadi vent'anni dopo. Una esperienza così ravvicinata che può essere per Torino 2026 un'arma in più. Almeno per quanto riguarda il know how e la capacità di un'organizzazione di un'Olimpiade. Nella parte relativa al quadro politico, lo studio di fattibilità della candidatura sottolinea l'unità di intenti, specificando che nonostante le componenti politiche siano "pro tempore", lo spirito di evoluzione di tenacia, caparbietà tipico piemontese, in particolare di Torino e le sue valli montane è uno spirito convinto e trasversale politicamente a garanzia della ferma volontà di un territorio per ospitare in maniera nuova, migliorata e sostenibile i Giochi del 2026.

PUNTI DI FORZA - Tra i punti di forza ci sono sicuramente anche il know how e le strutture già utilizzate per le Olimpiadi invernali del 2006. Si punta quindi sulla "doppia legacy", dell'eredità ricevuta dalle ultime Olimpiadi invernali svolte solo 12 anni fa e quella che ne servirebbe potendone ospitare una nuova 20 anni dopo. In montagna, per esempio, gli atleti saranno ospitati in due villaggi olimpici esistenti dal 2006 a Sestriere con lo sci alpino, e a Bardonecchia con lo snowboard, con appendici a Pinerolo e Pragelato. Il numero 2006 compare nello studio torinese per ben 45 volte e intende stabilire un forte legame con i Giochi già ospitati. Punti di forza sono anche la distanza ridotta nella misura massima di 85 minuti e 110 km di distanza tra tutte le venues del ghiaccio, venues della neve e medal plaza in Piazza Vittorio Veneto. Il nuovo villaggio olimpico sorgerà in un progetto di riconversione industriale in un nuovo eco quartiere all'interno della ex area industriale Thyssenkrupp. Nel polo fieristico del Lingotto Fiere verrà invece accolto in temporanea il Main Media Centre con IBC (International Broadcasting Centre) e Main Press Centre (MPC). Bene la ricettività, con hotel all'altezza per la Famiglia Olimpica (per un totale stimato di 52.854 posti letto) e il contesto, già rodato, dello stadio Olimpico per le cerimonie di apertura e chiusura.

CRITICITA' - Se il punto di forza è l'Olimpiade ospitata 12 anni fa (anche se il modello viene ripetuto quasi integralmente senza novità), colpisce come quella torinese sia la candidatura tra le tre più onerosa in termini di budget. Secondo lo studio di fattibilità consegnato al Coni, infatti, il totale dei costi sarà di 2.137 milioni di euro (di cui 1.178 milioni per i costi di organizzazione, 959 milioni i costi impianti e infrastrutture). A fronte di previsti ricavi pari a 1.182 milioni, di cui 390 milioni dal Cio. La spesa di 5,7 milioni di euro stimati per la promozione della candidatura sarà invece completamente assorbita dagli stessi ricavi di 5,7 milioni previsti e divisi in contributi da Enti pubblici (Coni, Governo, Regione e altri Enti) e sponsor. Per quanto riguarda il piano Mobilità e trasporti, approvato dal Consiglio Regionale in funzione degli obiettivi per il 2020, 2030 e 2050, si specifica che "i collegamenti tra Torino e le valli sono ritenuti già oggi in grado di garantire una connessione ed una accessibilità di livello internazionale". Ma oltre ai completamenti di diversi assi stradali, si evince che sarà necessario "il potenziamento dei servizi ferroviari soprattutto verso la stazione di Torino Lingotto, attorno alla quale si trovano i siti olimpici più importanti.

   

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