Olimpiadi' 26: Cortina, canditura in controtendenza

Obiettivo: montagna al centro. Villaggio atleti è temporaneo

Una candidatura "in controtendenza", come l'ha definita il governatore del Veneto, Luca Zaia.
    "Cortina si ripropone come culla degli sport invernali, riportando la montagna al centro delle politiche di sviluppo del nostro Paese dell'Europa", si legge nello studio di fattibilità della candidatura del quale, come pure per quelli di Milano e Torino, l'Ansa ha preso visione.

PUNTI DI FORZA - Il concetto di riportare le Olimpiadi invernali alla neve in contrapposizione alle due città metropolitane di Torino e Milano. In più, massima sostenibilità economica, ambientale e sociale in un territorio simbolo inserito nella lista dei patrimoni dell'umanità Unesco. Tra i punti forti della candidatura di Cortina, sicuramente gli spazi ristretti per gli spostamenti con ben sette discipline sportive ospitate nella città olimpica (record per le sedi invernali dal 1998). Una candidatura che vede Cortina insieme al Veneto, con le province di Trento e Bolzano. In tutto, è il dossier con la più bassa spesa prevista: 380 milioni di euro, di cui 177 milioni per le venues competitive e 203 milioni per le non competitive. Il massimo sforzo sarebbe per il villaggio Olimpico (88 milioni di euro previsti), con riutilizzo successivo a disposizione della protezione civile. A fronte di una stima dei ricavi pari a 1,2 miliardi di euro e ricavi potenziali da ticketing e sponsor pari a 556,2 milioni. Il piano delle infrastrutture di strade e autostrade e trasporti, raccoglierà l'eredità lasciata dal programma per i mondiali di sci di Cortina 2021. Come Milano, anche Cortina prevede l'istallazione di Fan Zone, nella stessa Cortina, ma anche a Trento e Bolzano/Merano. I tre cluster individuati sono: Cortina, dove saranno ospitate le gare di bob, skeleton, slittino, curling, sci alpino, free-style e snowboard, oltre al villaggio olimpico, lo stadio delle Cerimonie, il Centro Media (IBC e MPC), il villaggio Media e la Medal Plaza nell'area di Fiames (stadio delle cerimonie). C'è poi Trento/Val di Fiemme/Baselga di Pinè, che ospiteranno quattro discipline: salto, sci nordico, combinata nordica e pattinaggio di velocità, oltre al secondo villaggio olimpico e a un centro media secondario. Infine, Bolzano e l'Alto Adige, che ospiteranno altre quattro discipline olimpiche (hockey, pattinaggio di figura, short track e biathlon), oltre a un terzo villaggio olimpico e un centro Media secondario.

 CRITICITA' - La legacy. Tra gli interventi è previsto quello di ammodernamento dello Stadio Olimpico del 1956, la rifunzionalizzazione dell'impianto di bob-skeleton-slittino, la creazione di uno snow park dedicato a snowboard e freestyle nell'area del Faloria, il completamento e la copertura dell'Ice Rink di Baselga di Pinè e la realizzazione dell'Ice Arena Bz a Bolzano. Quest'ultima resta l'unica nuova struttura permanente che verrà costruita appositamente per i Giochi. Un elemento che, sebbene sia un punto di vantaggio in relazione all'impatto ambientale, potrebbe rappresentare un ostacolo nella scelta del Cio, che invece si aspetta ormai da anni un forte lascito, culturale ma anche infrastrutturale, in base all'Agenda 2020. È anche il caso del villaggio olimpico, temporaneo e che sarà spalmato in più aree tra Cortina e le zone montane, da destinare poi all'utilizzo in altre zone per la Protezione Civile. Punto critico anche la ricettività, perché se l'area conta già 30.000 camere suddivise tra alberghiera (8.000) ed extra alberghiera (21.000), l'ubicazione di tali residenze sarà per forza frazionata con conseguente dispersione. Da capire, infine, se sarà possibile effettuare le cerimonie all'Arena di Verona, come anticipato da Luca Zaia. Al momento lo studio di Cortina non contempla l'ipotesi. (ANSA).

   

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