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Cinque consigli per dare ripetizioni ed essere ottimi tutor

Cinque consigli per dare ripetizioni ed essere ottimi tutor

E' una delle attività più quotate tra gli studenti, soprattutto gli universitari

14 aprile 2017, 10:16

Redazione ANSA

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Scuola (foto archivio) - RIPRODUZIONE RISERVATA

Scuola (foto archivio) - RIPRODUZIONE RISERVATA
Scuola (foto archivio) - RIPRODUZIONE RISERVATA

L’insegnamento, anche privato, non è un gioco ma una missione: non si può improvvisare e bisogna essere preparati per poter aiutare davvero gli studenti. Skuola.net elenca seguito alcuni consigli per poter svolgere al meglio questo ruolo e ottenere risultati soddisfacenti con i ragazzi.

Partite con il piede giusto!
Innanzitutto mostratevi affidabili e sicuri di voi stessi: spiegate le vostre conoscenze, le vostre referenze e non mostrate i vostri limiti, a meno che i genitori dello studente non vi chiedano particolari competenze che non possedete.  La prima lezione sarà quella cruciale: è importante instaurare un rapporto che non sia troppo rigido con i vostri studenti, quindi usatela per conoscere le persone che avete di fronte, capire i loro gusti e confrontarsi sulle difficoltà, in modo da poter partire col piede giusto nella lezione successiva. Essendo comunque fuori dall’istituzione scolastica, potete permettervi un dialogo più informale con gli studenti, affrontare temi leggeri per spezzare ogni tanto il ritmo; vi consigliamo anche di programmare delle pause, soprattutto se si fa più di un’ora di lavoro: ovviamente state attenti a non esagerare, altrimenti perderete tempo e autorevolezza. Lasciate anche spazio per un po’ di chiacchiere a fine lezione. In questo modo risulterete persone meno noiose e gli studenti saranno anche più invogliati a rivedervi.

Passione
Indipendentemente dallo studente che vi trovate davanti, non dovete mai dimenticare una cosa: ci vuole passione. Cercate di tirare fuori un carisma che porti chi è costretto ad ascoltarvi ad interessarsi a quello che dite, al punto da fare domande sull’argomento. Dimostratevi interessati anche alle sue opinioni: non siete all’interno della scuola, quindi uno strappo alla professionalità a vantaggio di qualche chiacchiera può solo che giovare. Se conquistate la stima dei vostri studenti, il lavoro sarà molto più facile e produttivo.


Il giusto prezzo
L’argomento più spinoso è ovviamente la spesa: cercate quindi di mantenere prezzi competitivi - tra gli 8 e i 15 euro l’ora, a seconda delle vostre competenze e le eventuali spese per il raggiungimento del domicilio dello studente-, senza per questo svendere il vostro lavoro. In caso di studenti non ancora fissi, sarà bene farsi pagare volta per volta per non lasciare debiti od eventuali situazioni poco piacevoli. Ma comunque, se il vostro lavoro sarà giudicato buono e porterà risultati, i clienti pagheranno di buon grado, finendo anche per prenotare altre lezioni.

Metodo di studio
Per quanto riguarda il metodo di studio da applicare, sta alla vostra capacità come insegnante e alla vostra esperienza, capire quale sia quello più efficace. Dipende innanzitutto dal tipo di difficoltà incontrata dallo studente: se per esempio ha problemi di astrazione in geometria, potete usare degli oggetti materiali per fargli “vedere” le cose con più facilità. Se ha problemi di memoria invece, potreste preparargli degli schemi, con dei grafici e scritti in grande in modo che la memoria venga stimolata tramite gli effetti grafici.

Cooperazione
Insegnare è un lavoro di cooperazione. Come gli studenti devono essere disposti ad imparare, anche l’insegnante deve essere disposto a capire ciò che uno studente trova arduo all’interno di una determinata materia, per capire come lo si può aiutare meglio.
Insegnare ai bambini piccoli o agli adolescenti a volte può essere molto impegnativo: per i bambini a volte può essere difficile esprimere quali sono le loro difficoltà, quindi fare esercizi pratici vi permetterà di capire quale sia il loro livello e quali sono i punti dove c’è bisogno del vostro sostegno. Gli adolescenti potrebbero essere restii a parlare delle proprie difficoltà di apprendimento: uno scoglio forse superabile tramite un appello alla vostra personalità - presente o passata - di studente, in modo da poterci entrare in empatia.

 

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