Il parco urbano, luogo di incontro e benessere

I due esempi di Cremona e Colonia

Di Federico Bertoglio*

Alle porte della città di Cremona, località della bassa pianura lombarda, si estende a Sud verso il fiume Po una vasta area adibita a parco urbano. Già al tempo del fascismo l'allora GIL aveva commissionato la realizzazione, poco distante, del progetto dell'architetto Terragni delle Colonie Padane, un luogo di svago per i bambini dove poter trascorrere le ore della propria giornata a riparo dalla calura estiva all'ombra delle piante o nell'acqua delle piscine, tra canti ed esercizi ginnici, secondo i dettami educativi del regime.

Ancora oggi, grazie all'intervento concreto di un ente privato, quella parte di golena è stata finalmente recuperata ed è ritornata a vivere dopo anni di decadimento. Tra i lavori di riqualificazione ha suscitato molto interesse l'installazione in un perimetro circoscritto di un cammino, in tutta sicurezza, su corde che si snoda a qualche metro d'altezza tra gli alberi e che rappresenta un'assoluta novità, regalando un divertimento assicurato per ogni età. Un patrimonio naturale, dunque, che, se si eccettua un edificio in perfetto stile littorio, si aggiunge a quello che negli anni '80 è stato poi attuato, ancora prospiciente il fiume, a tratti lungo la sponda, a tratti al di qua dell'argine maestro. Quest'ultima parte di parco che si integra perfettamente con la prima, è stata voluta con il duplice intento sia di creare le condizioni di salvaguardia delle specie botaniche e faunistiche, in particolare dell'avifauna, tipiche dell'ambiente lacustre-fluviale, sia di offrire alla comunità un ulteriore polmone verde dove poter passare il proprio tempo libero nonché svolgere anche alcune attività sportive grazie alla presenza di alcuni impianti ad hoc.

Gli spazi a verde costituiti da prati, tra loro collegati da sentieri alberati e da macchie di cespugli, arbusti ed alberi ad alto fusto, tutti di essenze autoctone come la quercia, il tiglio, l'acero, il platano, il pioppo (che la fa un po' da padrone), creano un'oasi di colori e di profumi soprattutto nel periodo primaverile veramente gradevole da frequentare; infine un laghetto con vegetazione palustre ne completa l'intera opera.

Una realtà che per struttura e ambientazione ritengo molto simile a quella appena descritta è il Rheinpark di Colonia, in Germania, dove il fiume di riferimento questa volta è il Reno che divide il tessuto urbano in due parti. Il parco urbano che ho avuto modo di conoscere in occasione della mia visita al gamescom, la fiera internazionale dei videogiochi durante una giornata di pausa e di goderne così la bellezza e la cura con cui è tenuto, da subito mi ha fatto sentire come a casa. Infatti mi sono parsi familiari alcuni scorci di paesaggio: una splendida vista della città con in primo piano la sua cattedrale gotica, a seguire il fiume che con la sua abbondante portata d'acqua rende possibile una navigazione turistica, commerciale e da diporto e da ultimo la vegetazione che con la sua straordinaria biodiversità valorizza l'intero impianto del parco.

Ma il parco è anche luogo di socialità e di passatempo ed ecco che si ritrovano pure qui piscine e punti di ristoro e il cemento è ridotto al minimo essenziale come è giusto che debba essere. La tutela ambientale perché non rimanga solo un'enunciazione di principio ha bisogno di conseguenti atti che la testimoniano e i due parchi urbani di Cremona e Colonia considerati rappresentano certamente due esempi degni di essere ricordati.

- CHI E' L'AUTORE - 

*Federico Bertoglio - sono nato a Cremona nel 1984 e sono laureato in Studi Filosofici presso l'Università degli Studi di Parma.
Ho coltivato nel tempo un'attenzione costante per il mondo della comunicazione, delle relazioni sociali anche attraverso l'utilizzo dei social network e dell'industria videoludica seguendo anche in veste di fotografo i più importanti eventi fieristici internazionali. In tal senso ho avuto modo di acquisire conoscenze ed esperienze visitando in diverse circostanze, nel corso di eventi internazionali legati al settore dei videogiochi, dei fumetti e delle serie TV, gli Stati Uniti (New York Comic Con e PAX East) e il Giappone (Tokyo Game Show).
In occasione del gamescom 2016 a Colonia vi ho partecipato in qualità di inviato freelance per il quotidiano online Il Vascello, dove ho avuto modo di video-intervistare Thalita Malagò, allora segretario generale dell'AESVI (Associazione Editori Software Videoludico Italiana). Il mese prossimo mi recherò a Los Angeles per seguire l'E3.

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