Maturità 2016: Novecento, questo sconosciuto

Maturandi impreparati per la prima prova. I dati di un'indagine di Skuola.net

Redazione ANSA

Gli esami sono alle porte, ma le scuole sono indietro con i programmi. Un maturando su 3 probabilmente non studierà la seconda metà del '900 in Italiano, e ben il 42% in Storia. D’altra parte, il 68% ha già deciso che non svolgerà, in prima prova d’esame, la traccia storica. I dati di un'indagine di Skuola.net.

Ci hanno sempre mentito, il vero secolo buio è il Novecento. E non per gli avvenimenti che lo hanno visto protagonista, ma perché gli studenti raramente riescono a studiarlo per intero. Così personaggi come Aldo Moro, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino rischiano di restare nell’ombra, rispolverati solo in occasione di anniversari particolari. Lo dice il 42% dei maturandi che racconta, a pochi giorni dalla fine della scuola, di non aver ancora finito il programma di storia. Nello specifico, il 27% deve ancora terminare la Seconda guerra mondiale, un altro 11% sta studiando solo ora il periodo che intercorre tra i due conflitti e un altro 4% ancora deve affrontare la Prima guerra mondiale.

La situazione appare leggermente migliore, ma davvero di pochissimo, rispetto a quella dei maturandi dello scorso anno, quando a dichiarare di essere indietro con il programma di storia era il 43% di loro. La situazione non migliora se parliamo del programma di Italiano: 1 maturando su 3 difficilmente riuscirà a studiare gli autori del secondo dopoguerra. Non sorprende allora che il 68% degli studenti non abbia intenzione di svolgere il tema storico che verrà proposto nella prima prova d’esame. È quanto emerso da un’indagine di Skuola.net effettuata su un campione di circa 1600 studenti all’ultimo anno di liceo, istituto tecnico e professionale.

Negli ultimi anni, dal Miur per la tipologia C della prima prova scritta di maturità sono state formulate tracce che avevano come oggetto argomenti che spaziavano soprattutto nella seconda metà del ‘900. Per fare qualche esempio, è stato chiesto di delineare la situazione globale facendo riferimento ai BRICS e ai paesi emergenti, oppure di ripercorrere le tappe della situazione in Europa dal 1914 al 2014. Ed ecco che l’8% degli intervistati afferma di non volere cimentarsi con la traccia storica perché ritiene che spesso gli argomenti proposti dal Miur siano al di fuori del programma svolto, mentre il 28% circa considera il tema la tipologia di traccia più difficile, se messa a confronto con l’analisi del testo o il saggio breve/articolo di giornale. Infine, il 32% circa considera le tematiche proposte per la tipologia C troppo difficili. Nel complesso, quindi, è ben il 68% a escludere a priori il tema di Storia dalle proprie scelte. Meno refrattario invece il 25% dei maturandi che ha dichiarato che potrebbe scegliere la traccia di carattere storico se in possesso delle conoscenze necessarie per svolgerla. Solo un 4% si cimenterà in questa tipologia perché apprezza la Storia del ‘900, mentre un 3% è affezionatissimo alla tipologia tema.

Quella di essere comunque rimasti indietro con il programma di Storia sembra essere una consapevolezza anche dei professori, tant’è che il 20% dei maturandi afferma di aver ricevuto letture aggiuntive dal docente. E per correre ai ripari e colmare le lacune sulla Storia fuori programma, 2 maturandi su 5 la studieranno da soli, proprio per essere preparati in vista della prima prova (24%), oppure perché appassionati alla disciplina (17%).

Non va meglio ai programmi di Italiano. Il 32% dei maturandi è convinto di non riuscire a terminarli, dato leggermente migliore rispetto a quello dello scorso anno (35%). Il 22% dice di dover ancora terminare gli autori del periodo tra le due guerre, il 7% ha da poco iniziato il ‘900 e addirittura il 3% è fermo agli autori dell’800. Solo il 29% del campione si dice pronto ad affrontare la prima prova del 22 giugno perché non solo ha terminato tutto il programma del secolo scorso, ma ha già iniziato il ripasso, dell’intero programma, mentre circa 2 su 5 finiranno invece gli autori contemporanei in extremis, proprio gli ultimi giorni di scuola.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Archiviato in