Chi è Reyhaneh Jabbari, ragazza che uccise il suo stupratore

Nel 2009 era stata condannata a morte applicando il "qesas", la legge del taglione

L'iraniana Reyhaneh Jabbari, 26 anni, è stata impiccata per aver ucciso nel tentativo di difendersi da uno stupro.

Era stata arrestata nel 2007 per l'uccisione a coltellate di un dipendente del Ministero dei servizi segreti iraniano, Morteza Abdolali Sarbandi, che - secondo la più ricorrente sintesi delle argomentazioni della difesa - stava cercando di violentarla. Nel 2009 era stata condannata a morte applicando il "qesas", la legge del taglione, con sentenza confermata dalla Corte suprema quello stesso anno, ricorda Ihr, che ha sede ad Oslo.

Alla famiglia era stata annunciata l'applicazione della sentenza per marzo; poi l'impiccagione era stata fissata al 15 aprile, ma ci fu un rinvio. L'esecuzione è avvenuta il 25 ottobre 2014.

Sul caso di Jabbari si era appuntata l'attenzione anche dell'Onu e, fra l'altro, artisti iraniani si erano mobilitati per salvarla raccogliendo fondi per il "diyeh", il cosiddetto "prezzo del sangue" che il condannato deve pagare alla famiglia della vittima se questa acconsente a commutare la pena capitale in detenzione. Proprio in aprile era sembrato che il figlio del funzionario ucciso fosse disposto ad accettare il diyeh se la ragazza rivelasse il nome di un secondo uomo che sarebbe stato nell'appartamento al momento dell'uccisione del padre. La confessione dell'accoltellamento, ricorda il sito, fu resa subito dopo l'arresto, senza che la ragazza, allora di 19 anni, fosse assistita da un legale. Fin dall'inizio Jabbari aveva detto di aver agito per legittima difesa.

Solo nel 2014 sono almeno 550 le persone giustiziate in Iran, ricorda Ihr.

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