Florentino Perez

La 'sua' società di costruzioni Acs è l'ultimo ostacolo che separa Atlantia da Abertis

Di partite ne ha vinte tantissime, da presidente della squadra di calcio più blasonata al mondo. Ma quella per le autostrade della concessionaria spagnola Abertis non sarà delle più facili da portare a casa. Florentino Perez Rodriguez, presidente del Real Madrid e della società di costruzioni spagnola Acs, è l'ultimo ostacolo che separa Atlantia, il ricchissimo gruppo della famiglia Benetton, dal gruppo spagnolo delle autostrade. Se il match si disputasse sul campo neutro del mercato e dei progetti industriali, Atlantia avrebbe buone chance di spuntarla. Ma con il governo di Madrid che fatica a nascondere il suo 'tifo' per il presidente delle 'Merengues', la partita è tutta da giocare.

Nato l'8 marzo del 1947, laurea in ingegneria civile al Politecnico di Madrid, Perez è dal 1997 presidente di Acs, acronimo di Actividades de Construccion y Servicios, il più grande gruppo di costruzioni spagnolo e l'azionista di controllo di Hotchief, la concorrente tedesca scalata nel 2007 e utilizzata come veicolo per contrastare, con una controfferta da 17 miliardi di euro, l'opas di Atlantia. Accreditato da Fortune di un patrimonio personale di 2,1 miliardi di dollari, in gran parte concentrato nella quota del 12,5% di Acs custodita dalla holding Inversiones Vesan, Perez è stato in passato anche un politico. Ma a differenza che nel calcio e negli affari, di scarso successo. Dopo essere entrato nell' Union de Centro Democratico nel 1979, nel 1986 diventa segretario di un nuovo partito politico, il partito riformista democratico, che si scioglie dopo i deludenti risultati alle elezioni del 1986 nelle quali non ottiene neanche un seggio.

Chiusa la parentesi politica, che è comunque servita ad affinarne le doti relazioni e diplomatiche, Perez continua a dedicarsi all'attività imprenditoriale. Partito nel 1983 come vicepresidente esecutivo della piccola Construcciones Padrós, inizia la sua inesorabile scalata al mondo delle costruzioni spagnole fino a creare Acs e scalare nel 2007 la tedesca Hotchief, creando un gruppo leader mondiale nelle costruzioni. Ma è al mondo del calcio che Perez deve la sua notorietà. Eletto presidente del Real Madrid nel 2000, con la promessa, poi mantenuta, di sfilare ai rivali del Barcellona il campione portoghese Luis Figo, Perez ha dato vita alla politica dei 'galacticos' accaparrandosi i più costosi e forti calciatori al mondo - Zidane nel 2001, Ronaldo nel 2002 e Beckham nel 2003 - con campagne acquisti faraoniche, inizialmente finanziate con la vendita del centro di allenamento (la Ciudad Deportiva) per mezzo miliardo di euro, necessario per risanare i debiti ereditati dal suo predecessore Lorenzo Sanz.

Perez è tra i creatori del moderno modello di business del calcio, che inanella calciatori famosi e amati come rock star per spingere sui ricavi commerciali. Il suo Real diventa la prima squadra la mondo per vendite globali mentre sotto la sua seconda presidenza, iniziata nel 2009, il fatturato passa da 400 milioni ai 674 milioni dell'ultima trionfale stagione, chiusa con la vittoria della Champions League e della Liga spagnola.

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