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Renzi, pronto a parlare di Riad ma non sia diversivo

Renzi, pronto a parlare di Riad ma non sia diversivo

Polemiche per la partecipazione di Renzi alla 'Davos del deserto'. Lite M5s-Iv

ROMA, 29 gennaio 2021, 14:27

Redazione ANSA

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Renzi, pronto a parlare di Riad ma non sia diversivo - RIPRODUZIONE RISERVATA

Renzi, pronto a parlare di Riad ma non sia diversivo - RIPRODUZIONE RISERVATA
Renzi, pronto a parlare di Riad ma non sia diversivo - RIPRODUZIONE RISERVATA

"L'Italia si sta giocando il futuro. La crisi deve decidere del Recovery plan, vaccini, scuole. Chi ha idee porta le idee al tavolo, chi non ne ha usa i diversivi, l'aggressione personale, la simpatia, il carattere". Lo dice Matteo Renzi in un video pubblicato sui social. "Il diversivo di oggi è la conferenza internazionale a Riad. Prendo l'impegno di discutere con tutti i giornalisti in conferenza stampa dei miei incarichi internazionali, delle mie idee sull'Arabia saudita, di tutto. Ma lo facciamo la settimana dopo la fine della crisi di governo. Adesso è del futuro dell'Italia non del futuro dei sauditi che stiamo discutendo".

La vicenda è quella che riguarda la partecipazione dell'ex premier alla 'Davos del deserto' nei giorni scorsi. Intanto il governo interviene per revocare le autorizzazioni per l'espostazione di armi verso l'Arabia Saudita.

"La nostra azione di governo - dice il ministro Luigi Di Maio - è ispirata da valori e principi imprescindibili. Lo stiamo facendo anche in queste ore, lavorando con serietà e impegno. Oggi vi annuncio che il Governo ha revocato le autorizzazioni in corso per l'esportazione di missili e bombe d'aereo verso l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti. Un atto che ritenevamo doveroso, un chiaro messaggio di pace che arriva dal nostro Paese. Il rispetto dei diritti umani è un impegno per noi inderogabile. Continuiamo a lavorare seguendo la strada maestra". 

dlla Farnesina si difende comunque l'operato del governo Renzi sulla questione. "No, non è proprio così, i contratti di export di armi con alcuni Paesi non sono iniziati nel 2014, ma prima, quindi è tecnicamente sbagliato attribuirli a un singolo o a una singola forza politica". Così fonti della Farnesina rispondono alla domanda se la vendita di bombe ai sauditi è un'eredità del governo Renzi. "Peraltro - aggiungono le stesse fonti - se si considerano i 3 anni precedenti la guerra in Yemen e i 3 anni successivi, il valore complessivo di armamenti venduti a Riad non è aumentato, anzi è diminuito. Lo stop all'export di bombe e missili arrivò con una risoluzione del parlamento poche settimane prima del Conte II", il che significa che le esportazioni di armamenti andarono avanti per tutto tutto il corso del Conte I.

Diversi esponenti M5s sono comunque intervenuti polemizzando sulla partecipazione di renzi alla conferenza. ''Da pacifista prima ancora che da Sottosegretario di Stato - dice il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano - sono estremamente felice del percorso fatto, insieme alla società civile e al Parlamento, per bloccare una vergogna lasciataci in eredità da Matteo Renzi ai tempi del suo mandato da Premier, la maxi commessa da oltre 20.000 bombe all'Arabia Saudita nel 2016, proprio nel momento peggiore della guerra in Yemen'', dice il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, che aggiunge ''sono felice che Rete Disarmo ci dia atto di questa scelta storica''. ''Un percorso chiuso ormai da oltre una settimana - prosegue Di Stefano - che si conclude solo formalmente oggi, con una temporalità che fa riflettere sul problema enorme ancora irrisolto del conflitto d'interessi dei nostri politici, proprio al ritorno del Senatore di Rignano da una strapagata conferenza a Riad''. ''Voglio ringraziare i professionisti della UAMA per il difficile lavoro tecnico svolto e soprattutto ci tengo a esortare ancora una volta il Parlamento a intervenire sulla legge 185/90 per migliorarla''.

"Eppure - risponde da Iv Ivan Scalfarotto - la replica fu proprio Manlio Di Stefano a venire in aula, nel giugno 2019, a chiedere a nome del Conte 1 il voto per l'embargo solo su bombe di aereo e missili e non sulle altre armi. Con la nostra maggioranza, il mese scorso, si è riparato al grave errore di allora". 

"Risoluzione di revoca a prima firma Yana Chiara Ehm, iter gestito da me come delegato e da Luigi Di Maio come ministro, approvazione finale di Giuseppe Conte. TUTTI nomi espressione del M5S. O vivi di manie di protagonismo come il tuo leader o sei molto confuso". Così il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano replica alla dichiarazione di Scalfarotto sulla revoca delle autorizzazioni per l'esportazione di missili e bombe d'aereo verso l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti.
   

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