Regeni, Moavero: 'L'Egitto vuole dei risultati'

Ministro compiaciuto della forte volontà del governo del Cairo

Il capo della diplomazia italiana torna, dopo tre anni, al Cairo: il ministro Enzo Moavero Milanesi è volato in Egitto, dove ha visto anche il presidente al Sisi, per una missione mirata a stabilire "stretti contatti", anche e soprattutto in chiave Libia e migranti. Con l'obiettivo di "riportare calore" nei rapporti tra Roma e il Cairo, risolvendo anche il caso Regeni.

E sulla vicenda della morte del giovane ricercatore friulano Moavero torna in Italia con la "forte volontà" egiziana di arrivare a "risultati concreti" nella ricerca della verità, che Roma rivendica da tre anni. Come gli ha assicurato lo stesso Sisi, affidando ad una nota della sua presidenza, dopo l'incontro, la rassicurazione che Il Cairo "tiene a svelare le circostanze dell'omicidio, consegnando i responsabili alla giustizia".

Un importante riavvicinamento su cui l'Italia conta, non solo per chiudere la vicenda Regeni, ma anche in vista della prossima conferenza sulla Libia a Roma, annunciata dallo stesso premier Giuseppe Conte per l'autunno. Moavero, al Cairo, non è entrato nei dettagli delle date - forse 'a novembre', ha detto - ma ha ribadito l'interesse di stabilizzare la Libia, paese con mille chilometri di confine con l'Egitto, da cui partono gran parte dei barconi dei trafficanti di migranti verso l'Italia. Trovando una sponda al Cairo: entrambi i paesi puntano ad assicurare alla Libia "integrità", "pace" e "benessere" anche attraverso "libere elezioni", è stato ribadito nella conferenza stampa con il ministro degli esteri egiziano Sameh Shoukry. Entrambi d'accordo che il voto potrà essere messo in agenda solo "quando il quadro generale sarà pronto". 

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