Quel viaggio di Tiziano Renzi a Fiumicino, "lì per lavoro"

L'incontro con'mister X'. Indagini difensive, sarà sentito Marroni

Solo "un appuntamento di lavoro", nessun collegamento con le vicende al centro dell'inchiesta. Ha risposto così Tiziano Renzi ai pubblici ministeri di Roma e Napoli che lo hanno interrogato ieri per circa quattro ore, chiedendogli anche la ragione di quel repentino viaggio in macchina dalla Toscana fino all'aeroporto di Fiumicino. Qui, fuori dallo scalo, ha incontrato 'Mister X', una persona non identificata, "per 44 minuti". Un atteggiamento che gli investigatori - nelle carte dell'inchiesta - definiscono "davvero singolare". Anche perché il viaggio coincide con una telefonata intercettata ritenuta "di grande importanza" ai fini dell'indagine.

Quella tra Roberto Bargilli, detto Billy, l'autista del camper di Matteo Renzi durante le primarie del Pd e attuale assessore di Rignano sull'Arno, e l'imprenditore Carlo Russo, amico del padre dell'ex premier. Una telefonata, secondo gli investigatori, finalizzata a informare Russo che il telefono di Renzi era intercettato. "Scusami ti telefonavo per conto di babbo.. mi ha detto di dirti di non chiamarlo e non mandargli messaggi", si legge in una informativa dei carabinieri. I quali annotano come le operazioni di intercettazione sull'utenza di Tiziano Renzi siano state disposte solo due giorni prima, il 5 dicembre 2016. Obiettivo dei magistrati è capire se c'e' stato un nesso tra il colloquio a Fiumicino tra la persona "non identificata" e Tiziano Renzi e la telefonata in cui Russo viene avvisato di non chiamare il padre dell'ex premier.

In sostanza: è stato quell'uomo ad avvisare Tiziano Renzi che il suo telefono era da due giorni sotto controllo? E chi era quella persona? I magistrati di Napoli e Roma si sono recati ieri a Firenze anche per ascoltare 'Billy' su questa circostanza (oltre che Russo, il quale però si è avvalso della facoltà di non rispondere), ma la sua deposizione come persona informata dei fatti è saltata. E' stato invece ascoltato Daniele Lorenzini, sindaco di Rignano sull'Arno ed altri testimoni dovrebbero essere sentiti nei prossimi giorni.

Un'attività istruttoria intensa, dunque, a fronte della quale la difesa di Tiziano Renzi non intende restare passiva. L'avvocato Federico Bagattini ha infatti ricevuto l'incarico di svolgere indagini difensive: e in questo ambito ascolterà, in primo luogo, l'ad di Consip Luigi Marroni. E' lui che ai pm ha denunciato pressioni ricevute da Tiziano Renzi e Verdini, un vero e proprio 'ricatto' da parte del faccendiere Russo, amico del papà dell'ex premier: "Carlo Russo mi ha chiesto di intervenire sui commissari di gara per conto del babbo di Matteo e del parlamentare di Ala. Mi dissero che loro erano 'arbitri' del mio destino professionale".

L'attenzione degli inquirenti resta comunque focalizzata su Russo, un personaggio chiave dell'inchiesta per essere il collegamento, vero o presunto, tra Romeo e Tiziano Renzi ("hanno abusato del mio cognome", ha detto ieri il padre dell'ex premier ai magistrati) e altri personaggi. I suoi difensori, prima di metterlo di fronte ai pm, aspettano di esaminare tutte le carte.

Russo è indagato in concorso con Romeo, Tiziano Renzi e Italo Bocchino, 'facilitatore' di Romeo, per 'traffico di influenze illecite': stando al capo di incolpazione, avrebbe agito al fine di agevolare Romeo per ottenere appalti dalla Consip utilizzando le proprie relazioni (di cui, scrivono i pm, vi è prova diretta) e le relazioni di Tiziano Renzi, con cui avrebbe "agito in concerto". Russo, secondo i pm, sarebbe stato destinatario di somme di denaro nell'ambito di questa attività di relazioni: in un'informativa dei carabinieri si cita un'intercettazione in cui Romeo manifesta l'intenzione di versare 100.000 euro l'anno a Russo, attraverso contratti di consulenza. Soldi che Russo avrebbe proposto gli venissero versati a Dubai, mentre l'imprenditore campano avrebbe optato per Londra.
   

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