• Calenda contro Renzi: "Non servono bonus, realismo e stop spargere ottimismo"

Calenda contro Renzi: "Non servono bonus, realismo e stop spargere ottimismo"

Il ministro: "Dobbiamo essere realisti". POi precisa: 'Nelle mie parole, nessuna polemica politica'

"Per creare lavoro e reddito non esistono scorciatoie, non esistono invenzioni di redditi, invenzioni di lavori, invenzioni di bonus", avverte il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, intervenendo alla cerimonia al Quirinale per la consegna dei premi Leonardo.

"Dobbiamo essere ottimisti o pessimisti? - si chiede - Dobbiamo essere realisti: non credo sia compito del governo spargere ottimismo nè che sia compito dell'opposizione spargere pessimismo", serve "un percorso che si basi sul realismo, sui dati, sulla complessità".

Per le industrie italiane "il costo dell'energia deve avere lo stesso prezzo dei concorrenti, perché altrimenti scompariranno intere filiere", dice il ministro dello Sviluppo economico. E, intervenendo alla cerimonia al Quirinale per la consegna dei Premi Leonardo, aggiunge: "Faremo dei provvedimenti per gli energivori".

Tracciando un panorama dell'industria italiana il ministro aveva premesso che "c'è un 20% dell'industria che va, che compete. Ed un altro 20% all'estremo opposto, in una situazione molto pericolosa, come il settore della metallurgia e dell'acciaio" su cui ha pesato anche "un costo dell'energia esorbitante". "E' un mondo a cui va data una risposta oggi", ha infine sottolineato il ministro.

Nessuna polemica politica in mie parole  - "Vedo che una parte del discorso che ho fatto oggi al Quirinale in occasione della consegna dei Premi Leonardo è stato inserito nel contesto di una polemica politica che non mi appartiene e a cui non intendo prendere parte". Lo precisa il ministro Calenda che accenna a misure come il piano Industria 4.0 "il più importante programma di politica industriale varato da molti anni a questa parte" che è stato "disegnato, pensato ed approvato dal governo Renzi".

Ddl Concorrenza: relatori, soglia obbligo anti-scorrerie da 5%  - L'obbligo di dichiarare gli obiettivi che si ha intenzione di perseguire nel corso dei sei mesi successivi all'acquisto di una partecipazione in società quotate operanti nei settori di interesse strategico "partirà dal raggiungimento o superamento della soglia del 5%" e non più del 10% come previsto nella prima bozza di emendamento. A dirlo sono Salvatore Tomaselli (Pd) e Luigi Marino (Ap), relatori del ddl Concorrenza in Senato ossia del provvedimento in cui sarà appunto inserita la norma 'anti-scorrerie', così come preannunciato dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. La modifica farà parte del pacchetto di emendamenti relatori-governo che sarà portato nell'Aula di Palazzo Madama mercoledì 8 marzo, successivamente il testo farà un breve passaggio in commissione Industria "dove resterà non oltre una settimana, per consentire di subemendare gli emendamenti presentati" e poi tornerà in Aula dove dovrebbe terminare il suo percorso entro il mese di marzo. Il ddl Concorrenza dovrà successivamente ripassare alla Camera.

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