Referendum: Guerini, rivedere Italicum non a odg

Associazione combattenti: "Libertà di coscienza al referendum"

Non si placano gli animi sul referendum di ottobre. E dopo le polemiche e le presi di posizione dell'Anpi, l'associazione dei partigiani, oggi la Confederazione delle Associazioni Combattentistiche e Partigiane, a cui aderisce anche l'Anpi, chiede libertà di coscienza. In un comunicato sul referendum di ottobre propone sia "lasciata alla libera e serena coscienza di ciascuno la scelta di cosa votare". Il dibattito sul referendum infatti - sottolinea - appartiene "a un'altra sfera di attività rispetto a quelle delle Associazioni".  "La Confederazione - dice il comunicato - ritiene che la specificità delle questioni poste sia propria di un'altra sfera di attività rispetto a quelle delle Associazioni Combattentistiche e Partigiane, che hanno invece come proprio compito quello di tramandare la memoria di una grande vicenda necessariamente "plurale" come fu la lotta per la Libertà". "Per queste ragioni - si legge ancora nella nota - si ritiene necessario ribadire che per la Confederazione Italiana fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane è oggi di fondamentale importanza che sia garantito il più ampio dibattito tra le ragioni degli uni e degli altri, lasciando alla libera e serena coscienza di ciascuno la scelta di cosa votare".

Intanto nel Pd, dopo la proposta richiesta di Pierluigi Bersani di modificare l'Italicum prevedendo il doppio turno di collegio arriva uno stop dai vertici del Nazareno. "Non ci sono le condizioni - dice Lorenzo Guerini - per aprire una discussione diversa. Non abbiamo la legge elettorale all'ordine del giorno". Lo afferma Lorenzo Guerini, vicesegretario Pd, a margine dell'Assemblea di Confindustria a Roma, rispondendo a chi nel partito chiede di rivedere l'Italicum in vista del referendum sulle riforme costituzionali.

Renzi, con riforma costituzionale no nuovi poteri al premier - "La riforma costituzionale non dà alcun potere in più al presidente del Consiglio e al governo, men che meno di sciogliere le camere, che spetta al presidente della Repubblica". Lo ha detto il premier Matteo Renzi dal G7 in Giappone, aggiungendo che se la riforma passerà "avremo un unicum di presidente del consiglio che non può nominare e revocare i ministri". La riforma "aumenta i poteri dell'opposizione e dei cittadini", ha aggiunto. 

Boccia, traguardo riforma Costituzione a portata mano  - "Confindustria si batte fin dal 2010 per superare il bicameralismo perfetto e riformare il Titolo V della Costituzione. Con soddisfazione, oggi, vediamo che questo traguardo è a portata di mano". Lo afferma il neo presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, nella relazione all'assemblea annuale, aggiungendo che "la nostra posizione e le conseguenti azioni sul referendum verranno decise nel Consiglio generale convocato per il 23 giugno", dopo le amministrative e nel giorno del referendum inglese sulla Brexit.

Serracchiani, Bersani? Italicum già approvato - "Noi abbiamo detto che la legge elettorale è già stata fatta e approvata. Adesso stiamo parlando di un referendum sulla riforma costituzionale, chiederemo agli italiani se sono d'accordo, e io mi auguro davvero di sì, per avere un'Italia più semplice, più efficiente e anche più competitiva rispetto alle sfide che stiamo affrontando". Così la presidente del Friuli Venezia Giulia e vicesegretario del Pd Debora Serracchiani, a margine della Conferenza delle Regioni, ai giornalisti che le chiedevano una risposta alle parole di Pier Luigi Bersani che ha chiesto di cambiare l'Italicum. "Siamo assolutamente convinti che sia importante la riduzione dei costi della politica - ha proseguito - ma soprattutto dare stabilità ai governi: dal 1946 l'Italia ha avuto 63 governi, non credo questo ci abbia aiutato; l'Italicum non sarà una legge elettorale perfetta ma è sicuramente migliore di quella che ci ha preceduto e ci darà stabilità. Questo è fondamentale anche per la crescita del Paese".

Franceschini, molti contrari all'improvviso  - "Mi fa tanta tristezza vedere tante persone in tutti i partiti, anche nel mio, che dopo aver chiesto per anni questa riforma oggi per ragioni solo personali e di lotta politica sono diventati improvvisamente contrari". Così il ministro dei Beni Culturali parlando all'assemblea di Confindustria. "Da ministro non parlo di politica, mi concedo una deroga", ha detto spiegando come il superamento di alcune responsabilità degli enti locali porterà ad un approccio unificato, ad esempio, nella partecipazione a fiere internazionali.

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