La "prima" di Salvini in Israele,e' "modello sicurezza"

L'auspicio del segretario della Lega è che nell'immediato futuro il rapporto tra Lega e Israele si rafforzi

 Su sicurezza, immigrazione e lotta al terrorismo Israele è "sicuramente un modello da seguire". Matteo Salvini lo dice senza esitazioni al termine degli incontri con esponenti della Knesset (Parlamento) nel suo primo giorno di visita ufficiale in Israele e si augura che nell'immediato futuro il rapporto tra Lega e Israele si rafforzi. "La prima volta della Lega", ripete ai giornalisti italiani richiamando la presenza nel viaggio anche dei due vicesegretari federali Lorenzo Fontana e Giancarlo Giorgetti. Subito rivendica "l'orgoglio del partito di essere stato ricevuto ai massimi livelli in diversi paesi Ue. Una cosa che non ci era familiare. Il prossimo viaggio sarà negli Usa e torneremo in Russia".

Ma in programma c'è anche il Giappone dove potrebbe andare nella settimana di presentazione delle liste elettorali. Lontano dalle politica italiana, Salvini - che non ha voluto commentare l'iniziativa del procuratore capo di Torino Armando Spataro di chiedere al ministro della giustizia di procedere contro lui per vilipendio dell'ordine giudiziario - parla di "domande dirette e risposte altrettanto dirette negli incontri di oggi su terrorismo, immigrazione e anche rapporti con l'Ue". "Tutto il nostro biasimo alle politiche anti Israele della Ue che ovviamente - osserva - loro hanno condiviso". Poi il tema Libia: "la loro richiesta è che si intervenga subito, anche via terra, prima che sia troppo tardi. Non hanno certo nascosto un certo dispetto per la perdita di tempo". Salvini sottolinea con piacere una identità di vedute sul dossier Turchia con Tzachi Hanegbi, presidente della Commissione affari esteri e difesa della Knesset: "sono molto interessato a questo aspetto, vista la nostra opposizione ad un loro ingresso nella Ue".

Stessa concordia sull'operato della Russia: "Hanegbi mi ha detto che Putin è geniale e brillante e in Siria ha lavorato benissimo". Ma è sulla sottovalutazione del pericolo dell'estremismo islamico che Israele imputa alla Ue che Salvini sembra spingere l'acceleratore: "è una loro e una mia preoccupazione". Identità di pensiero anche sull'immigrazione e il leader della Lega cita testualmente quanto detto dal viceministro per la cooperazione regionale Ayoub Kara: su accoglienza e immigrazione la Ue sta facendo un errore enorme, "nel futuro sarà un un grande problema per l'Europa". Negli incontri anche il tema dell'Egitto con il quale Israele ha migliorato i propri rapporti ma che con l'Italia ha il problema aperto del caso Regeni. "Ovviamente - dice ai giornalisti - pretendiamo chiarezza dall'Egitto, ma non ci aspettiamo molto da questo governo così come è successo con la vicenda dei marò". Domani Salvini incontrerà Avigdor Lieberman leader del partito di destra nazionalista 'Israel Beitenu': "con lui già anni fa la Lega ha avuto contatti. Il mio obiettivo è avere un rapporto politico più stretto e diretto". E se un giornalista gli chiede se ha avuto l'impressione che Israele stia cercando di avere un interlocutore nel centrodestra italiano da molto tempo suo interlocutore, Salvini risponde senza esitazioni: "mi farebbe molto piacere anche perchè a Strasburgo questa Ue è assolutamente lontana da rapporti di buona amicizia con Israele, purtroppo. Giustamente Israele vuole ampliare l'orizzonte". E non un caso che ricordi "i messaggi di soddisfazione che mi sono arrivati dalle comunità ebraiche italiane per la prima visita ufficiale della Lega Nord in Israele".

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