Roma: Bray, non mi candido, sarei elemento divisione

D'Alema aveva detto: "La sua sarebbe la candidatura di maggior prestigio per la Capitale"

Non scenderà in campo a Roma l'ex ministro Massimo Bray, il cui nome era circolato in questi giorni per l'area di centrosinistra. "In una situazione in cui sarei un ulteriore elemento di divisione, non sarò candidato alle prossime elezioni amministrative", scrive su Facebook Bray.

"La difficoltà di questa scelta - aggiunge - si accompagna alla consapevolezza di aver sempre deciso autonomamente, in assoluta indipendenza e libero dalle dinamiche di cui sembrano soffrire la politica e i partiti e che ritengo siano tra le cause della sempre maggiore lontananza dei cittadini dalla partecipazione attiva alla vita pubblica". "Al contrario - prosegue Massimo Bray - un progetto per rigenerare Roma deve basarsi sulla capacità di ascolto e di dialogo, sulla centralità della cultura, sui valori di libertà e sulla politica dei grandi ideali, scelte fondamentali, antidoti a quelle prepotenti pulsioni illegali che hanno assunto carattere dominante".

"Ringrazio le donne e gli uomini che in questi giorni mi hanno chiesto di candidarmi alle elezioni per sindaco di Roma. Ringrazio le ragazze e i ragazzi che in forme differenti mi hanno sostenuto con entusiasmo, fatto sentire la loro stima sincera, l'amicizia fatta di valori e di passioni ma non sarò candidato", conclude Bray, che ha riflettuto se candidarsi per il Campidoglio per la sinistra.

"Non so cosa farà Bray", aveva detto nell'intervista di giorni scorsi al 'Corsera' Massimo D'Alema. "Certo - ha aggiunto - non ho il minimo dubbio che la sua candidatura sarebbe quella di maggior prestigio per la Capitale, mentre qui pare tutto un giochino interno al Pd".
   

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