Primarie a Napoli: vince Valente; Bassolino, io sconfitto

Deputata Pd, città guarda avanti; flop tablet antibrogli

Valeria Valente sarà la candidata del centrosinistra nelle amministrative di primavera a Napoli Nelle primarie più partecipate della città, dopo la brutta parentesi del 2011 quando le consultazioni furono annullate per una serie di irregolarità, la giovane deputata coordinatrice in Campania di "Rifare l'Italia", vicina al presidente Pd Matteo Orfini, ha battuto il suo "padre politico", Antonio Bassolino, ex sindaco di Napoli, per due volte Presidente della Regione Campania ed ex Ministro del Lavoro. Valente sfiderà il sindaco uscente, Luigi de Magistris, il candidato del centrodestra, Gianni Lettieri, e il candidato dei Cinque Stelle, il cui nome ancora non si conosce.

Fuori dalla politica istituzionale per un quinquennio, a 69 anni Bassolino ha trovato la forza e la determinazione per tornare in campo; ha voluto le primarie fin dall'inizio, ha cercato voti e consensi porta a porta, ha lottato fino alla fine in un testa a testa con la sua allieva che poi ha prevalso.

"Napoli ha scelto di guardare avanti con una nuova classe dirigente", è la sintesi politica con la quale Valente ha annunciato la sua vittoria in un comitato elettorale dove si sono raccolti i big del partito che l'hanno sostenuta nella sua corsa verso la candidatura. Valente avrebbe potuto candidarsi alle comunali senza passare per le primarie di coalizione - come lei stessa ha ricordato - ma ha accettato la verifica del voto del territorio perché la sua fosse una candidatura decisa a Napoli e non a Roma. Così, quando, a risultato acquisito, esce dalla sua stanza nel comitato elettorale per annunciare la vittoria, ringrazia subito "tutti i cittadini" e dice che ora bisogna stare "tutti insieme nel centrosinistra per tornare al governo della città".

Bassolino raccoglie subito l'invito. "Continuiamo la battaglia per Napoli", sono le sue prime parole. Bassolino ammette la sconfitta e, da politico navigato, spiega di "aver dato un contributo alla battaglia per la partecipazione, con passione e caparbietà", con tutte le sue forze.

E ha ragione, a vedere cosa sono state le consultazioni per Napoli e per il Pd che aveva avuto nel capoluogo campano uno dei punti di maggior sofferenza nelle primarie. "I primi vincitori di queste primarie sono le decine di migliaia di elettori che hanno dimostrato come lo strumento delle primarie sia ormai affermato come una buona prassi politica", dice il segretario regionale del Pd, Assunta Tartaglione, fugando le preoccupazioni della vigilia per eventuali brogli e irregolarità.

Preoccupazioni che avevano indotto il partito a far preparare un'App antibrogli e a distribuire ai presidenti di tutti i seggi un tablet dedicato connesso con un database contenente i nomi dei votanti per scongiurare così il rischio di duplicazione di voto. I tablet non hanno funzionato un gran che, ma forse non ce n'era bisogno. L'immagine simbolo di queste primarie di Napoli, infatti, non è tanto il flop dei tablet ma quello delle suore che hanno votato proprio nello stesso seggio della Valente. "Il voto è sempre un dovere civico, anche se si tratta di primarie", è stato il commento delle "sorelle democrat", come hanno ribattezzate al seggio le due suore le cui foto - sperano al Pd - faranno dimenticare l'immagine dei cinesi in fila davanti ai seggi che cinque anni fa portarono all'annullamento delle primarie di Napoli. (ANSA).
   

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