Immigrazione:Financial Times, Renzi ha ragione su quote

"Anche il governo Gb deve accettare quota giusta di migranti"

Renzi ha ragione quando pretende che l'Ue condivida il peso dei profughi del Mediterraneo. Lo scrive il Financial Times, secondo cui occorre rispondere alle preoccupazioni del premier. Il quotidiano chiede anche al governo Gb - il Regno non fa parte dello spazio Schengen - "di non tirarsi indietro accettando una quota giusta" di profughi. 

Ieri il faccia a faccia ad Expo tra il premier Matteo Renzi e Devid Cameron che ha avuto al centro il tema dell'immigrazione. 

Cameron, no a quote, risorse a Italia

(di Patrizia Antonini) Mettiamo a disposizione risorse e aiuti, ma no ai profughi in Gran Bretagna. Al termine dell'incontro con Matteo Renzi, a margine della visita al padiglione britannico di Expo, il premier David Cameron non accenna ad aperture sulle ripartizioni di 40mila richiedenti asilo su scala europea. L'inquilino del numero dieci di Downing Street ricorda l'impegno della Royal Navy nel Mediterraneo per le operazioni di soccorso e salvataggio, il programma di aiuti ai Paesi del Nord e del Corno d'Africa ed il contributo nella lotta ai trafficanti, anche col distaccamento di 007 in Sicilia. Ma la linea di Londra resta quella di fare pieno uso della clausola di esclusione di cui gode in materia di immigrazione. "Ci sono posizioni anche diverse sulle singole scelte da adottare al prossimo Consiglio europeo", dirà Renzi commentando l'incontro, evidenziando tuttavia che "c'è la condivisione che questo problema non è solo italiano".

Il meccanismo d'urgenza obbligatorio proposto dalla Commissione Ue per portare sollievo a Italia e Grecia - che secondo dati di Frontex del 2015 aggiornati a fine maggio si sono fatti carico di oltre 50mila migranti ciascuno, sul totale dei 150mila arrivi in tutta Europa - sarà di fatto il nodo più difficile da sbrogliare al tavolo del vertice dei leader del 25 e 26 giugno. Nonostante un certo "ottimismo" iniettato dalle parole del Commissario Ue Dimitris Avramopoulos e dal ministro Angelino Alfano al termine del Consiglio Interni di martedì a Lussemburgo, il ministro lettone Rihards Kozlovskis (presidenza di turno del Consiglio europeo) oggi in un'audizione al Parlamento europeo è tornato a sottolineare le numerose divergenze sul dossier ed il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier ha osservato quanto "sia ancora lungo il lavoro da fare" per comporre le divisioni. Intanto Budapest (tra i principali oppositori delle quote intra-Ue) ha annunciato di voler costruire un muro tra Ungheria e Serbia per bloccare il flusso dei migranti dai Balcani.

Ma le cancellerie di Roma, Parigi e Berlino sono al fianco di Bruxelles per il successo del piano Ue e si muovono in modo congiunto per inviare un segnale di unità. Se ieri i ministri dell'Interno dei tre Paesi Angelino Alfano, Bernard Cazneuve e Thomas De Maiziere si erano presentati assieme alla stampa, ora sono i capi delle diplomazie Gentiloni, Fabius e Steinmeier a far arrivare la loro voce all'unisono. In una lettera congiunta all'Alto rappresentante Federica Mogherini i tre ministri fanno pressing per "una politica della migrazione esterna più attiva e inclusiva", che sia all'altezza "della sfida storica" con cui deve confrontarsi. "Crediamo - scrivono - che sia giunto il momento che l'Ue finalmente si assuma la responsabilità e agisca ricorrendo a un ampio numero di strumenti" ed enfatizzano "l'importanza della decisione del Consiglio di organizzare l'operazione Eunavfor Med" per interrompere il modello di business dei trafficanti di vite umane nel Mediterraneo centro-meridionale "come parte di una risposta complessiva dell'Ue". Perché l'Ue deve "mostrare che a unirci non sono solo politiche e regolamenti, ma anche un insieme più importate di principi e valori".


   

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