Investì giovane in Inghilterra, Usa negano estradizione

'La moglie di un ufficiale ha l'immunità'. Ira di Londra

(di Claudio Salvalaggio) 

WASHINGTON - La "special relationship" tra Usa e Gran Bretagna viene messa a dura prova anche da un incidente stradale. Gli Usa hanno negato l'estradizione di Anna Sacoolas, la moglie di un ufficiale dell'intelligence americana accusata di aver ucciso lo scorso agosto un giovane motociclista di 19 anni, Harry Dunn, guidando contromano vicino alla base Raf di Croughton, nel Northamptonshire, dove lavora il marito.

La donna, 42 anni, madre di tre figli, aveva invocato l'immunità ed era tornata negli Stati Uniti poco dopo la disgrazia, che aveva suscitato forte emozione in Gran Bretagna. "Al momento dell'incidente e per tutta la durata del suo soggiorno nel Regno Unito, la conducente, una cittadina americana, beneficiava dell'immunità diplomatica", ha spiegato il dipartimento di Stato Usa, sottolineando che una estradizione avrebbe creato "un precedente estremamente preoccupante".

La mossa non è stata accolta bene a Londra. "Siamo delusi da questa decisione che appare come una negazione della giustizia", ha reagito un portavoce del ministero britannico dell'Interno. "Stiamo valutando urgentemente tutte le nostre opzioni", ha aggiunto. Dopo aver ribadito l'amarezza in una telefonata all'ambasciatore americano a Londra Woody Johnson, il ministro degli Esteri britannico Dominic Raab ha assicurato in un comunicato che "il Regno Unito avrebbe agito diversamente se si fosse trattato di un diplomatico britannico in Usa".

Il caso riapre gli interrogativi sui limiti dell'immunità diplomatica e si aggiunge ai vari dossier che dividono i due alleati, dal progetto per la digital tax alla possibile assegnazione del 5G alla cinese Huawei. Secondo la convenzione di Vienna, le famiglie dei diplomatici godono dell'immunità contro arresti e detenzioni. Ma i procuratori britannici, che in dicembre hanno incriminato la donna per guida pericolosa e omicidio colposo, sostengono che l'immunità non si applica ai familiari di dirigenti consolari basati fuori Londra.

"Non siamo affatto sorpresi dalla decisione", ha commentato la famiglia della vittima, che ha denunciato un'amministrazione americana "senza fede né legge", pronta "ad attaccare persino il suo più stretto alleato sulla scena internazionale". La famiglia di Harry Dunn, che vuole proseguire la sua battaglia per ottenere giustizia, ha già organizzato una manifestazione davanti alla base il 2 febbraio e ha chiesto al premier Boris Johnson cosa intenda fare. Ma in passato lo stesso Donald Trump ha lasciato intendere che gli Usa non cambieranno idea: "E' un terribile incidente ma può capitare quando sei abituato a guidare a destra e improvvisamente devi guidare a sinistra. Non dovrei dirlo, ma è capitato anche a me".

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