Procura scagiona i Muscat in caso legato Panama Papers

Firme false su documenti società pubblicati da cronista uccisa

L'inchiesta della magistratura maltese aperta sulla base delle rivelazioni della giornalista uccisa Daphne Caruana Galizia ha scagionato il premier Joseph Muscat, la moglie e tutte le persone del suo entourage. Lo ha reso noto la Procura generale pubblicando oggi un comunicato con le conclusioni dell'inchiesta, durata 15 mesi e condotta dal magistrato Aaron Bugeja, secondo le quali non ci sono prove che collegano la società Egrant, emersa dai Panama Papers, ai Muscat e che alcune firme sono state falsificate.

L'inchiesta ha dimostrato che non c'è alcuna prova di corruzione a carico dei Muscat e del loro entourage e che l'intera accusa si fonda su documenti falsificati o su informazioni manipolate. In particolare per quanto riguarda i documenti di proprietà della società ed il pagamento di 1,017 milioni di dollari dall'Azerbajgian sul conto della Egrant a Dubai. L'indagine venne aperta su richiesta dello stesso primo ministro dopo la rivelazioni di Caruana Galizia sulla base dei documenti emersi tra i Panama Papers. La gionalista, che aveva parlato con l'ex funzionaria della Pilatus Bank, la russa Maria Efimova, aveva sostenuto che i documenti provavano che la vera proprietà della Egrant era della moglie di Muscat. Il magistrato ha tra l'altro concluso che le testimonianze, comprese quella della stessa Caruana Galizia ascoltata pochi mesi prima della morte, sono "totalmente contraddittorie" e che le firme della moglie di Muscat - analizzate dalla società indipendente britannica Forensic Document Analysts Keyforensic Services Ltd - si sono rivelate falsificate. L'inchiesta ha ottenuto informazioni dal Panama, dal Belgio, dagli Emirati arabi uniti, dalla Germania, dagli Usa ed ha impiegato una lunga serie di consulenti indipendenti per l'analisi tecnica e legale delle accuse e delle prove di quello che ora appare come un falso dossier costruito a tavolino.

"Nessuna delle accuse fatte contro mia moglie, me, la mia famiglia o persone vicine a noi si è rivelata vera" ed è stata frutto di "una calunnia, la più grande bugia nella storia politica del Paese, che oggi non solo è stata confermata come tale ma è persino certificata". Lo afferma il premier Joseph Muscat in una lunga dichiarazione, in cui analizza nei dettagli le conclusioni dei 15 mesi dell' inchiesta della magistratura maltese sulle rivelazioni fatte dalla giornalista Daphne Caruana Galizia uccisa il 16 ottobre scorso, e chiede le dimissioni dell' ex leader dell'opposizione Simon Busuttil. Ribadendo tra l'altro l'impegno per portare a conclusione l'inchiesta sull'omicidio, Muscat puntualizza che i documenti dei Panama Papers sono risultati falsi e osserva: "E' chiaro che c'è stata un'intricata rete di inganni che è stata intessuta per ferire profondamente la mia famiglia e me sul piano personale, e per destabilizzare il Paese. E che qualcuno si è messo a tavolino per ideare intenzionalmente una serie di falsità per danneggiare me e la mia famiglia".

 

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