Migranti: Unicef, record bambini in fuga

Rapporto, 170.000 in Ue. In Italia 92% arrivato senza nessuno. Il Parlamento europeo esorta a rispettare gli impergni per i ricollocamenti

   Il numero di bambini migranti non accompagnati nel 2015-2016 ha raggiunto livelli record: 300.000 minori registrati in 80 Paesi, oltre 4 volte in più rispetto ai 66.000 documentati tra il 2010 e il 2011. Più della metà, 170.000, ha chiesto protezione in Europa. E' l'allarme lanciato dall'Unicef che nel rapporto pubblicato oggi denuncia gli abusi, sfruttamento, schiavitù e prostituzione, che molti subiscono. Il 92% di chi è arrivato via mare in Italia era solo o separato dai genitori mentre il 75% tra i 14 e i 17 anni ha riferito di essere stato detenuto o costretto a lavorare.
   L'emergenza migratoria in atto, avverte il rapporto, lascia i bambini migranti sempre più esposti agli abusi. Schiavitù e prostituzione sono in cima agli orrori che devono sopportare. Su scala globale, i minori vittime di tratta rappresentano circa il 28% dei migranti bambini non accompagnati arrivati in Europa e, secondo Europol, oltre il 20% dei contrabbandieri ha collegamenti con le reti di traffico di esseri umani.
   Frattanto, il Parlamento europeo, con una risoluzione approvata con voti 398 voti favorevoli, 134 contrari e 41 astenuti.chiede agli Stati membri dell'Ue di rispettare i loro impegni nel trasferire i 160.000 richiedenti asilo dalla Grecia e dall'Italia entro settembre 2017 e accelerare la ricollocazione dei rifugiati, specialmente i minori. Finlandia e Malta, sottolineano gli eurodeputati, sono gli unici Stati membri in linea con gli obiettivi. Il testo invita anche la Commissione europea a considerare l'attivazione di procedure d'infrazione per chi non rispetta gli obblighi e chiede che le misure di ricollocazione siano prorogate fino alla riforma del regolamento di Dublino, che riformerà il sistema d'asilo.
   "Gli Stati membri dovrebbero smettere di tergiversare in merito alla ricollocazione dei richiedenti asilo". Lo ha del presidente del Parlamento europeo dopo che l'aula ha atto ipprovato una risoluzione a riguardo.
   Anche il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani afferma che "gli Stati membri dovrebbero smettere di tergiversare in merito alla ricollocazione dei richiedenti asilo" e che "s
oltanto un numero limitato di Stati membri si è fatto carico della propria quota e ciò è profondamente ingiusto".

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