Samsung: ok Corte Seul, arrestato vicepresidente Lee

Erede colosso sudcoreano accusato corruzione, frode e spergiuro

SEUL - Lee Jae-yong, vice presidente di Samsung Electronics ed erede della prima conglomerata sudcoreana, accusato di corruzione, frode e spergiuro, è stato arrestato, secondo quanto scrive in un tweet l'agenzia sudcoreana Yonhap. L'arresto è avvenuto poco dopo che la Corte centrale distrettuale di Seul ha dato l'ok all'arresto. Lee avrebbe versato o promesso circa 37,5 milioni di dollari alla confidente Choi Soon-sil in cambio di un'ampia copertura politica. I pubblici ministeri lo possono detenere fino ad un massimo di 20 giorni prima di incriminarlo formalmente. Lee ha evitato l'arresto a gennaio, quando il giudice aveva respinto la richiesta dei pubblici ministeri. La vicenda e' legata allo scandalo di corruzione e altri reati che ha coinvolto presidente della Repubblica Park Geun-hye (ora sotto impeachment) e la sua fidata confidente Choi Soon-sil (in arresto), che avrebbe approfittato della sua posizione influente per ottenere finanziamenti in cambio di protezione politica. Per la procura Lee avrebbe erogato o promesso fondi a Choi per 36,3 milioni di dollari in modo da avere nel 2015 il via libera dei fondi pensione pubblici a un'operazione di riordino del gruppo Samsung, funzionale al trasferimento dei poteri dal padre Lee Kun-hee al giovane rampollo. Sui timori di sorprese, i titoli Samsung Electronics, Il primo conglomerato del Paese hanno ceduto oggi alla Borsa di Seul l'1%.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA