Hillary non teme Bloomberg: 'Vincerò io'

'Ex sindaco di New York non avrà bisogno di scendere in campo'

Lo spettro della discesa in campo di Michael Bloomberg agita la campagna elettorale americana, a una settimana dall'inizio della stagione delle primarie. Da Donald Trump a Hillary Clinton, passando per il sorprendente Bernie Sanders, tutti ostentano sicurezza. Ma la possibilità che un peso massimo come l'ex sindaco di New York possa entrare in gara da indipendente fa paura. "Michael Bloomberg non avrà bisogno di correre per la presidenza perche' io vincerò la nomination democratica", assicura la Clinton, che pero' i sondaggi danno in svantaggio sia in Iowa sia in New Hampshire, dove si votera' rispettivamente il primo e il 9 febbraio.

Nel primo caso il 'socialista' Sanders e' avanti di un soffio (un solo punto secondo l'ultimo sondaggio della Cbs), mentre in New Hampshire dilaga con un vantaggio di 19 punti. La falsa partenza per l'ex segretario di stato e' dietro l'angolo. E non v'e' dubbio - commenta la gran parte degli osservatori - che e' proprio Hillary a sentire di più la pressione di fronte all'ipotesi Bloomberg. Quest'ultimo - raccontano i suoi fedelissimi - e' davvero tentato dall'entrare in campo, e intravede lo spazio per diventare il primo indipendente della storia eletto alla Casa Bianca. Ma la sua decisione - si spiega - dipenderà in grandissima parte proprio da quello che farà Hillary Clinton. Perche' se la corsa alla nomination democratica dovesse mettersi a favore di Sanders, allora il tre volte sindaco di New York non ci penserebbe due volte. Soprattutto se dall'altra parte ci saranno Donald Trump o Ted Cruz. La leadership del partito repubblicano cavalca questo scenario, sottolineando come l'eventuale candidatura di Bloomberg - che su molte questioni ha posizioni molto simili alla sinistra - alla fine dividerà soltanto i democratici e danneggerà soprattutto la Clinton. Un punto che - ironia della sorte - sembra condividere Sanders, paladino anti-Wall Street: "Se Michael Bloomberg scenderà in campo come indipendente vincerò io la corsa per la Casa Bianca. La battaglia tra lui e Trump, due miliardari newyorchesi, non potrà che favorirmi". Bloomberg e Trump. Il primo si e' convinto ad esplorare seriamente la possibilita' di correre per la Casa Bianca proprio di fronte a quella che considera una preoccupante ascesa del secondo. Sullo sfondo la gara tra due Paperoni, a capo di due imperi che portano il loro nome, uno nel settore immobiliare e uno in quello dei media. Uno scontro tra il miliardario populista e ultra conservatore che vuole costruire un muro ai confini col Messico e bloccare l'ingresso dei musulmani in Usa e il miliardario progressista e illuminato che lotta contro i cambiamenti climatici, difende il diritto all'aborto e vuole una durissima stretta sulle armi.

"Mi piacerebbe vedere Michael correre, mi piacerebbe competere con lui", ha detto Trump, ostentando come Hillary sicurezza. Intanto il Des Moines Register, il principale e piu' influente quotidiano dell'Iowa, ha dato il suo tradizionale endorsement a Hillary Clinton e Marco Rubio. L'ex first lady viene definita "una persona forse non perfetta", ma con grande esperienza e qualificata per portare avanti la lotta all'Isis. Il giovane senatore di origini cubane e' invece "la migliore speranza" per il partito repubblicano. Anche nel 2008 il giornale scelse Hillary tra i democratici, ma vinse Barack Obama. Dunque, gli scongiuri in casa Clinton saranno piu' che giustificati. L'ultima volta che il Register diede un endorsement al candidato poi vincente fu il 2000, quando il sostegno in campo repubblicano fu dato a George W. Bush.

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