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La prima nave ucraina carica di cereali è arrivata in Turchia. Iniziata l'evacuzione del Donetsk

La prima nave ucraina carica di cereali è arrivata in Turchia. Iniziata l'evacuzione del Donetsk

Confermato il vertice Putin-Erdogan venerdì. Mosca dichiara "terrorista" il reggimento Azov. Nato e Germania assicurano appoggio a Kiev.

ROMA, 03 agosto 2022, 09:19

Redazione ANSA

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La nave carica di cereali. © ANSA/AFP

La nave carica di cereali. © ANSA/AFP
La nave carica di cereali. © ANSA/AFP

La nave carica di cereali partita ieri da Odessa è arrivata nei pressi della costa turca sul Mar Nero a nord di Istanbul. Dopo un'ispezione congiunta da parte di delegati di Turchia, Ucraina, Russia e Onu la nave ha in programma di continuare il suo viaggio verso Tripoli in Libano, la sua destinazione finale.

Altre quindici navi cariche di grano sono tecnicamente pronte a partire dai porti ucraini e altre due sono in fase di completamento. Lo ha dichiarato in tv il viceministro della Politica agraria in Ucraina Taras Vysotskyi, citato da Ukrinform. "Oggi è stato confermato che circa 15 navi sono tecnicamente pronte e altre due sono in fase di completamento. A quel punto, il traffico sarà bidirezionale, compreso l'avvicinamento delle navi per il carico", ha osservato il ministero.

Queste navi sono destinate principalmente al trasporto di colture di cereali (mais, grano, orzo), e successivamente di semi oleosi e prodotti trasformati. Ogni nave può trasportare da 10.000 a 60.000 tonnellate. 

INIZIATA L'EVACUAZIONE DEL DONETSK. ESPLOSIONI AL CONFINE CON LA POLONIA

Intanto, il governatore della regione di Leopoli ha reso noto che un'esplosione è stata sentita nel distretto di Červonohrad, al confine con la Polonia, dopo un attacco missilistico russo. La stessa fonte ha annunciato che una squadra di soccorsi è in viaggio verso il luogo dell'esplosione. Lo riporta il Kiev Independent. 

"È iniziata l'evacuazione obbligatoria dalla regione di Donetsk. Il primo treno è arrivato questa mattina a Kropyvnytsky". Così il vice primo ministro ucraino e ministro per la reintegrazione dei territori temporaneamente occupati, Iryna Vereshchuk, sul suo canale Telegram. "Abbiamo evacuato donne, bambini e anziani, c'erano molte persone a mobilità ridotta. Tutti sono stati accolti, tutti sono stati aiutati", ha spiegato la vice primo ministro. Secondo l'agenzia Ukrainian News Agency tra i 200.000 e i 220.000 residenti dovranno essere evacuati nei prossimi giorni.

IL FRONTE DIPLOMATICO. STOLTENBERG SENTE ZELENSKY

Telefonata questa mattina tra il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Buona conversazione con il presidente Zelensky sulle priorità del sostegno militare. È fondamentale che la Nato e gli Alleati forniscano ancora più assistenza all'Ucraina in tempi ancora più rapidi. Si è discusso anche del primo carico di grano dall'invasione della Russia e della necessità di attuare pienamente l'accordo sponsorizzato dall'Onu e dal nostro alleato turco", ha scritto Stoltenberg su Twitter.

Da parte sua, il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha respinto le accuse secondo le quali la Germania avrebbe ridotto il proprio sostegno militare all'Ucraina e ha promesso di continuare a fornire assistenza al Paese. In un'intervista con il giornale canadese The Globe and Mail, Scholz ha chiesto di attenersi "ai fatti", stando ai quali la Germania ha consegnato armi e munizioni all'Ucraina a partire dai primi giorni dell'attacco di Mosca contro Kiev. Il cancelliere ha sottolineato che si è trattato di una completa inversione di tendenza rispetto "alla politica ferrea di tutti i governi federali tedeschi: nessuna esportazione di armi nelle aree di crisi". Scholz ha ricordato quanto fornito all'Ucraina: sistemi anti-carro e anti-aerei, mine, cannoni, tonnellate di munizioni e aiuti non letali, passando poi a sistemi di più alto valore, evidenziando che gli ucraini sono addestrati su attrezzature nuove e più sofisticate in diverse località della Germania. "Continueremo a fornire questo supporto all'Ucraina per tutto il tempo necessario", ha concluso. Intanto Andrij Melnyk, ambasciatore ucraino uscente a Berlino, ha detto che è pronto a scusarsi con il cancelliere tedesco Olaf Scholz.

La leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, invece, chiede il ritiro delle sanzioni contro la Russia che, a suo parere, "non servono assolutamente a niente", se non a "far soffrire" gli europei. "Auspico" che le sanzioni contro la Russia di Vladimir Putin "scompaiano per evitare all'Europa di ritrovarsi dinanzi ad un blackout, in particolare, rispetto alle importazioni di gas"; ha dichiarato la capogruppo del Rassemblement national, in occasione di una conferenza stampa all'Assemblea Nazionale di Parigi. "Queste sanzioni - ha proseguito la candidata sconfitta da Emmanuel Macron nelle elezioni presidenziali francesi dello scorso aprile - non servono assolutamente a niente, se non a far soffrire i popoli europei e, tra l'altro, il popolo francese".

Il Cremlino ha confermato che il presidente russo Vladimir Putin e quello turco Recep Tayyip Erdogan si incontreranno venerdì. Durante l'incontro i due leader discuteranno anche delle esportazioni di grano ucraine. La nave 'Razoni', partita ieri da Odessa con un carico di cereali ucraini, arriverà a Istanbul attorno a mezzanotte (le 23 in Italia). Lo rende noto il ministero della Difesa turco con un comunicato secondo cui l'imbarcazione sarà successivamente ispezionata da delegati di Turchia, Ucraina, Russia e Nazioni Unite. In seguito all'ispezione, se non saranno riscontrati problemi, la nave continuerà il suo viaggio, la cui destinazione finale è Tripoli in Libano. Si tratta della prima imbarcazione che lascia un porto ucraino con un carico di grano dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina, il 24 febbraio scorso. E la Russia ha ufficialmente inserito il reggimento ucraino Azov (già battaglione Azov, prima del suo inserimento nelle forze armate regolari ucraine) tra le "organizzazioni terroristiche". Così lo ha deciso la Corte suprema di Mosca, accettando una richiesta della Procura generale russa, che chiedeva questa designazione.

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