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Coronavirus: oltre 450 mila casi nel mondo. Positivo al test il principe Carlo

Coronavirus: oltre 450 mila casi nel mondo. Positivo al test il principe Carlo

L'erede al trono britannico era in isolamento da alcuni giorni. La moglie Camilla è risultata negativa.

26 marzo 2020, 12:44

Redazione ANSA

ANSACheck

Il principe Carlo e sua moglie Camilla © ANSA/EPA

Il principe Carlo e sua moglie Camilla © ANSA/EPA
Il principe Carlo e sua moglie Camilla © ANSA/EPA

Sono oltre 450 mila i casi ufficialmente dichiarati di coronavirus nel mondo. E' quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University e da un conteggio dell'Afp.

E' risultato positivo al test del coronavirus il principe Carlo, 72 anni, erede al trono britannico. Lo rende noto Buckingham Palace. Carlo era in isolamento in Scozia da alcuni giorni. La sua consorte Camilla è stata pure testata e non risulta aver contratto il virus. Una portavoce di Buckingham Palace ha affermato che la regina Elisabetta -che il mese prossimo compirà 94 anni - sta bene.

Le vittime negli Stati Uniti hanno superato quota mille, 1.031 per l'esattezza. Lo riferisce il sito dell'università americana Johns Hopkins. I casi positivi invece sono 68.572. Nello Stato di New York c'è stata un'impennata di casi: oltre 30 mila, la metà di quelli di tutto il Paese, 285 le vittime, di cui 192 nella Grande Mela. Il Senato americano ha approvato all'unanimità lo "storico" piano da 2.000 miliardi di dollari per sostenere la più grande economia del mondo, asfissiata dalla pandemia-. Il testo passa ora alla Camera.

I nuovi casi registrati ieri di Covid-19 in Corea del Sud sono saliti a 104, di cui 57 importati tra i 30 rilevati negli aeroporti e i 27 segnalati dai governi locali. Il totale dei contagi è di 9.241, secondo il Korea Centers for Disease Control and Prevention, mentre i morti sono saliti a 132. Seul ha incassato apprezzamenti per la risposta alla pandemia e la rapidità dei test di massa: contro il contagio di ritorno, le autorità negheranno l'ingresso senza l'app sulla quarantena che controlla gli spostamenti.

La Cina ha registrato 67 nuovi casi di coronavirus, tutti importati, e sei altri decessi concentrati nella provincia dell'Hubei, l'epicentro della pandemia: sono gli aggiornamenti alla fine di mercoledì forniti dalla Commissione sanitaria nazionale (Nhc), secondo cui i contagi di ritorno sono saliti a 541. Le infezioni totali sono aumentate fino a 81.285 e i morti a 3.287, mentre ammontano a 74.051 i pazienti che sono stati dimessi dagli ospedali, per una tasso di guarigione ancora rafforzato, fino al 91,1%.

Positiva anche la vicepremier spagnola Carmen Calvo. La numero due del governo socialista di Pedro Sanchez era ricoverata in ospedale da domenica per un'infezione respiratoria ed è stata sottoposta al test. In Spagna nelle ultime 24 ore si sono registrati 738 decessi in seguito al coronavirus. E' l'aumento maggiore registrato nel Paese dall'inizio della crisi. I casi confermati nel Paese salgono oggi ad un totale di 47.610, con 7.937 nuovi contagi. Il numero delle vittime arriva così a 3.434. E dopo l'Italia, anche la Spagna ha superato la Cina per numero di morti.

'L'umanità intera' è minacciata dal coronavirus. Lo affermano le Nazioni Unite, annunciando un piano globale di risposta umanitaria alla pandemia: 2 miliardi di dollari per combattere la malattia in Sud America, Africa, Medio Oriente e Asia. Una risposta che riguarda i paesi più vulnerabili e poveri del globo nel tentativo di proteggere milioni di persone.

In Germania, anche il secondo test cui è stata sottoposta Angela Merkel è risultato negativo. Lo ha reso noto il portavoce Steffen Seibert. Mekel è in quarantena a casa da domenica scorsa.

In Francia sono stati 2.933 i nuovi casi accertati e 231 i decessi. Lo ha annunciato il direttore generale della Sanità, Jerome Salomon. Il totale del bilancio nel Paese è di 25.233 casi e 1.331 morti. Diversi casi di contagio sono stati riscontrati tra presidenti di seggio e scrutatori attivi a dieci giorni dal primo turno delle elezioni municipali del 15 marzo scorso. Parigi ha deciso di ritirare le sue truppe dall'Iraq a causa della pandemia di coronavirus. 

Mosca ha deciso di fermare tutti i voli internazionali per contenere la diffusione del coronavirus. Lo ha annunciato il governo di Mosca. La Russia "è riuscita a contenere il coronavirus" fino adesso ma il Paese non è in grado di "bloccare" completamente la minaccia. Lo ha detto Vladimir Putin parlando ieri alla nazione, sottolineando che ora è "imperativo" rispettare le indicazioni delle autorità.

In Brasile è bufera su Jair Bolsonaro, dopo che il presidente brasiliano è tornato ad opporsi alle restrizioni e alle quarantene applicate in varie regioni, definendole 'isterismo'. "Dobbiamo riaprire i negozi", perché "38 milioni di lavoratori autonomi sono già stati raggiunti" da misure restrittive, e "se le aziende non producono non pagheranno gli stipendi e se l'economia collassa anche i funzionari pubblici non li riceveranno", ha scritto il presidente brasiliano su Twitter. 

Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha riferito che il numero di casi di contagio è aumentato a 91 dopo che sette nuovi pazienti infetti da covid-19 sono stati confermati ieri sul territorio. Il capo di stato ha riferito che alcuni casi sono di trasmissione comunitaria. Maduro ha affermato che la malattia è venuta dall'estero, ma ci sono già casi di trasmissione comunitaria, per i quali ha affermato che è stato applicato il "sistema di screening ampliato". 

Il governo israeliano ha approvato misure pubbliche ancora più stringenti nella lotta al coronavirus mentre i casi di infezione sono arrivati nel paese a 2170. Le nuove direttive prevedono la chiusura dei negozi non essenziali, il divieto di uscita da casa se non per comprare (una persona sola) cibo, per andare al lavoro, per visite mediche, per recarsi in farmacia e per altri servizi essenziali. Non ci si potrà, inoltre, allontanare per più di 100 metri dal proprio domicilio. Trasporti pubblici ridurranno del 25% il servizio all'essenziale con i taxi che dovranno portare una sola persona. 

Un appello urgente a decine di migliaia di manovali palestinesi attualmente impiegati in Israele affinché rientrino immediatamente in Cisgiordania è stato lanciato dal premier palestinese Muhammad Shtayyeh. Il premier ha menzionato la crescente diffusione in Israele del coronavirus e la previsione che nelle prossime ora vi sarà imposta una chiusura di vaste dimensioni che comunque impedirebbe loro di continuare a lavorare nei cantieri. Al loro ritorno - ha aggiunto Shtayyeh - dovranno osservare 14 giorni di quarantena nelle proprie abitazioni.

L'Iran adotterà misure ancora più stringenti per contrastare la diffusione del coronavirus. Lo ha annunciato in diretta tv il presidente Hassan Rohani, spiegando che per 15 giorni ci saranno limitazioni alla libera circolazione che potrebbero "creare difficoltà". Finora, il governo di Teheran si era limitato a raccomandare alla popolazione di restare a casa. Nel Paese altre 143 persone che avevano contratto il coronavirus sono decedute nelle ultime 24 ore, portando il totale a 2.077 vittime. I casi registrati aumentano a 27.017, con 2.206 nuovi contagi. 

ll Mali ha confermato i suoi due primi casi di coronavirus: si tratta di due cittadini rientrati dalla Francia il 12 e il 16 marzo, come dichiarato dal governo in una nota ripresa da Bbc Africa. Si tema la comparsa di un focolaio nel Paese, già flagellato da attacchi jihadisti per un'insurrezione islamista scoppiata nel 2012 e che ha causa la morte di migliaia di persone.

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