Esperto Gb, Isis mira a traffico eroina

Dopo raid su loro strutture petrolifere. Denunce anche da Russia

L'Isis rischia di mettere le mani su alcune delle rotte più lucrose dell'eroina, quelle che dall'Afghanistan passano per Iraq, Siria e Turchia. L'sos è di Tom Keatinge, analista britannico del Royal United Services Institute (Rusi).

Per Keatinge, i bombardamenti degli ultimi mesi, che hanno preso di mira infrastrutture e carovane petrolifere controllate dai jihadisti, spingono gli uomini del 'Califfato' a cercare fonti di guadagno alternative per finanziare la loro 'guerra santa'. "Mentre vengono a ridursi forme di profitto come quelle garantite dal petrolio, a causa dei raid sulla Siria e sull'Iraq, è ovvio che essi cerchino nuove entrate", afferma lo specialista britannico. "E se si guarda alle rotte dell'oppio dall'Afghanistan - aggiunge Keating - si può osservare che c'è molto territorio controllato dall'Isis" da poter percorrere, con molto "denaro da intercettare".

Timori analoghi sono stati del resto espressi di recente anche da Viktor Ivanov, direttore del servizio federale anti- droga di Mosca (Fskn), secondo il quale non solo contatti sono ormai in piedi, ma si può calcolare fin d'ora il coinvolgimento già avviato da parte di miliziani dell'Isis e gruppi vicini in un giro d'affari legato al traffico d'eroina pari potenzialmente a ben "un miliardo di dollari".
   

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