Federmanager,serve piano lavoro 4.0

Dal 2011, -9,5% manager e -16% imprese con almeno un dirigente

(ANSA) - ROMA, 25 MAG - Se il lavoro è di qualità, l'avanzata dei robot non fa più paura. Per vincere la sfida che l'innovazione tecnologica lancia al mondo del lavoro servono più formazione e capacità trasversali. Soprattutto considerando che i dati attuali non sono incoraggianti: tra il 2011 e il 2017 le imprese industriali con almeno un dirigente in organico sono diminuite del 16% passando dalle 18.724 unità del 2011 alle 15.742 del 2017. E' quanto emerge dall'assemblea nazionale di Federmanager in cui è stata presentata un'analisi che la stessa organizzazione ha prodotto in base a dati Inps.
    "Bisogna puntare su competenze qualificate e su manager capaci di governare l'innovazione", ha detto il presidente di Federmanager, Stefano Cuzzilla, "manca ancora un vero piano sul Lavoro 4.0. Questo intervento doveva partire contemporaneamente all'investimento nei macchinari, che certamente ha avuto effetti propulsivi sull'industria, ma oggi serve la spinta giusta per favorire l'ingresso in azienda delle figure capaci di gestire le macchine". Rivolgendosi al prossimo esecutivo, Cuzzilla ha poi aggiunto: "È fondamentale che trovi le risorse per colmare il gap di professionalità con alta qualifica, investendo in formazione e nella valorizzazione delle competenze manageriali.
    Altrimenti, finiremo confinati in un equilibrio basso, che fa a pugni con la nostra vocazione di grande Paese industriale".
    Tornando ai dati nel periodo considerato il numero dei manager si è contratto segnando un -9,5%. Il trend negativo è principalmente concentrato nelle piccole e piccolissime imprese, che hanno chiuso o hanno perso managerialità. In 7 anni, invece, il numero medio di dirigenti è più che raddoppiato nelle aziende che contano tra 11 e i 50 manager ed è incrementato di quasi il 50% in quelle di grandi dimensioni, dotate di un organico superiore a 50 manager.
   

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