Malta, la Panama europea con il fisco acchiappa-investimenti

Tassazione scende al 5% per imprese non residenti, 10% royalties

(ANSA) - ROMA, 11 GIU - Imposta progressiva per le persone fisiche fino a un massimo del 35%, imposta per le società allo stesso 35%, ma accompagnata da un ricco ed articolato sistema di rimborsi fiscali, riservati esclusivamente ai non residenti, che porta l'aliquota sulle attività commerciali al 5% e quella sulle royalties e la proprietà intellettuale al 10%. Nessuna tassa patrimoniale, nessuna imposta di proprietà e Iva al 18% (ma pari a zero per i prodotti alimentari, per i trasporti, per gli scambi intracomunitari e per i medicinali, e al 5% per le attività turistiche). Sono le attrazioni principali di Malta, non a caso soprannominata la Panama europea, scelta da molti cittadini comunitari per stabilire la propria attività imprenditoriale. I vantaggi sono molti e riservati soprattutto ai non residenti sull'isola. Come parte dell'Unione europea, Malta è di fatto l'unico Paese che consente di eliminare completamente la doppia tassazione dei profitti aziendali. E' un Paese che rientra nella white list e in cui i trattamenti fiscali sono regolarmente riconosciuti da accordi e trattati con l'Unione. Le società europee, ed italiane, che decidono di mettere piede sull'isola sono quindi molte, dalle più grandi (Enel, STMicroelectronics, Liquigas, e nel comparto marittimo la Palumbo di Napoli e la Rimorchiatori Riuniti di Genova) alle più piccole, attive - spiega l'avvocato Giovanni Mameli dello studio Fantozzi e associati - "in settori ad alto valore aggiunto e caratterizzati da un alto livello di immaterialità". Negli ultimi anni a scoppiare è stato ad esempio il gaming online, comparto che, con un'imposta dello 0,1% a scommessa, conta "oltre 270 imprese ed occupa circa 9.000 persone ed altre 4-5.000 nell'indotto". Stessa impennata l'ha registrata anche la 'blockchain' per le sue implicazioni con le monete virtuali. "La certezza del trattamento giuridico, in Italia ancora dubbio, e la garanzia statale del sistema licensing su exchange e I.C.O. hanno spinto molte start up italiane a trasferirsi a Malta", spiega ancora Mameli. Un trasferimento assolutamente legittimo e conveniente, fatto nell'ambito dell'Unione europea, che non ha potere di decisione sull'imposizione fiscale, se non all'unanimità, e rispetta quindi pienamente la sovranità nazionale in materia. Regimi fiscali tanto facilitativi sono però spesso sfruttati anche da attività evasive ed elusive, ai confini del lecito, se non di vero e proprio riciclaggio, come portato alla ribalta dal caso della giornalista Daphne Caruana Galizia, uccisa lo scorso ottobre. (ANSA).
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