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Borsa: lunedì nero per i venti di guerra, l'Europa brucia 201 miliardi

Borsa: lunedì nero per i venti di guerra, l'Europa brucia 201 miliardi

Milano chiude in forte calo. Spread Btp-Bund a 168 punti, tasso all'1,96%

MILANO, 14 febbraio 2022, 20:52

Redazione ANSA

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Francoforte, archivio - RIPRODUZIONE RISERVATA

Francoforte, archivio - RIPRODUZIONE RISERVATA
Francoforte, archivio - RIPRODUZIONE RISERVATA

Prima giornata della settimana molto pesante per tutte le Borse europee, strette nella tenaglia dei rischi di guerra sul confine Russia-Ucraina e i timori di rialzo dei tassi: l'indice Stoxx 600, che raggruppa i 600 titoli maggiori del Vecchio continente, dopo cali anche più ampi ha perso l'1,9% finale, che si traduce in 201 miliardi di capitalizzazione bruciati in una sola seduta.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni ha chiuso a 168 punti base rispetto al picco dei 171 'basis point' della partenza, con un tasso del prodotto del Tesoro all'1,96% contro l'1,94% dell'avvio. Il rendimento corregge così i massimi dal maggio 2020, mentre il differenziale è sui livelli più alti dal luglio dello stesso anno.

Giornata difficile per le Borse europee sulle tensioni in Ucraina e Milano non si differenzia: in Piazza Affari l'indice Ftse Mib, dopo aver sfiorato ribassi del 4% in corso di seduta, ha chiuso in calo del 2,04% a 26.415 punti.

Mercati azionari del Vecchio continente tutti in terreno chiaramente negativo in una seduta che ha guardato alla crisi ucraina e al rischio di rialzo dei tassi di interesse: dopo perdite anche abbondantemente maggiori, Madrid ha concluso in calo del 2,5%, Parigi del 2,2%, Francoforte di due punti percentuali. In ribasso dell'1,7% finale sia Amsterdam sia Londra, con Mosca che nei diversi indici si muove su cali tra il 3 e il 2%.

Il petrolio chiude in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono del 2,53% a 95,46 dollari al barile. Il Wti rivede quota 95 dollari per la prima volta da 2014.

Netto calo per le Borse asiatiche. I venti di guerra tra Russia e Ucraina e le tensioni con gli Stati Uniti pesano sui listini che hanno registrano la peggior flessione delle ultime due settimane. Con le frizioni geopolitiche l'attenzione si concentra sul prezzo di gas e petrolio. Negli Stati Uniti il Wti ha sfiorato i 95 dollari al barile, il massimo da settembre 2014, mentre a Londra il Brent ha raggiunto i 95,66 dollari. Si guarda anche dell'inflazione e le prossime mosse delle banche centrali.

In forte flessione Tokyo (-2,23%). Sul mercato dei cambi lo yen continua a rivalutarsi sul dollaro a 115,30, e a 130,90 sull'euro. A contrattazioni ancora in corso in rosso Hong Kong (-1,47%), Shanghai (-1,27%), Shenzhen (-0,88%), Seul (-1,57%) e Mumbai (-2%).

Gas in forte rialzo: sui mercati ci sono timori per una improvvisa riduzione dei flussi di gas che arrivano dalla Russia. Ad Amsterdam le quotazioni sono in rialzo dell'8,5% a 83,50 euro al Mwh, dopo aver registrato un aumento del +12% a 88 euro. A Londra il prezzo sale del 4,45% a 185,86 penny per Mmbtu.

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