Lavoro, Italia migliora ma terzultima tra 35 Paesi Ocse

Tasso occupazione al 59%, peggio solo Grecia e Turchia

 Nel secondo trimestre del 2019 il tasso di occupazione in Italia è salito al 59%, dal 58,8% dei primi tre mesi dell'anno, ma la percentuale è la terza più bassa tra i 35 Paesi dell'area Ocse, dopo Turchia (50%) e Grecia (56,5%). E' quanto emerge dalle ultime statistiche dell'organizzazione internazionale che nel periodo ha registrato un tasso di occupazione stabile al 68,7%. Nel G7 il tasso è di ben il 71,8%, quasi 13 punti in più dell'Italia, mentre nell'Unione europea e nell'area euro è rispettivamente del 69,2% e del 67,9%.

 Nell'area euro, sottolinea l'Ocse, il tasso di occupazione è aumentato nel secondo trimestre del 2019 (di 0,1 punti percentuali, al 67,9%), con incrementi di oltre 0,5 punti percentuali in Belgio, Grecia e Lussemburgo e diminuzioni di 0,3 punti percentuali o più in Irlanda e nella Repubblica slovacca.
    Al di fuori dell'area dell'euro, il tasso di occupazione è aumentato di 0,2 punti percentuali o più in Canada (al 74,5%), in Messico (al 62,2%), in Polonia (al 68,0%) e in Svizzera (all'80,5%). È cresciuto di 0,1 punti percentuali in Giappone (al 77,6%) e negli Stati Uniti (al 71,2%) ed è rimasto stabile nel Regno Unito (al 75,1%). Al contrario, il tasso di occupazione è diminuito di 0,3 punti percentuali o più in Israele (al 69,0%), in Svezia (al 77,4%) e in Turchia (al 50,0%).
    Il livello di occupazione è aumentato nell'area dell'Ocse nei servizi, mentre è rimasto stabile nell'industria ed è risultato in calo in agricoltura.

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