Antitrust: 'In un anno e mezzo sanzioni per 1,27 miliardi'

'Da dumping fiscale danni Italia 5-8 miliardi di dollari' - LA DIRETTA

Da gennaio 2018 a giugno 2019 dall'Antitrust "sono state comminate sanzioni per un ammontare superiore a 1 miliardo e 277 milioni di euro, di cui oltre 1 miliardo e 192 milioni in sede di enforcement antitrust e oltre 85 milioni in materia di tutela del consumatore". Così il presidente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Roberto Rustichelli, nella sua prima relazione annuale. Per la tutela della concorrenza "sono stati chiusi 13 procedimenti per intese, 11 per abuso di posizione dominante e 5 per concentrazioni.

"La concorrenza fiscale genera esternalità negative che cosano a livello globale 500 miliardi di dollari l'anno, con un danno per l'Italia tra i 5 e gli 8 miliardi di dollari l'anno", ha osservato esaminando la "malsana competizione frutto di egoismi nazionali" rappresentata dal dumping fiscale. "Una concorrenza "di cui beneficiano le più astute multinazionali" pone le imprese italiane, "in una situazione di grave svantaggio competitivo".

Il trasferimento della sede fiscale di Fca a Londra ha causato per l'Italia "un rilevante danno economico" secondo il presidente dell'Antitrust, Roberto Rustichelli. "L'Italia è uno dei paesi più penalizzati" dalla concorrenza fiscale, si legge nella relazione annuale che cita "il rilevante danno economico per le entrate dello Stato causato dal recente trasferimento della sede fiscale a Londra di quella che era la principale azienda automobilistica italiana, nonché dal trasferimento della sede legale e fiscale in Olanda della sua società sua controllante".

I gruppi multinazionali reagiscono alla concorrenza fiscale localizzando le loro imprese più profittevoli proprio nei Paesi europei con una tassazione più favorevole", osserva Rustichelli sottolineando che "se alcuni Paesi ci guadagnano, è l'Unione europea a perderci". "Ciò non solo drena risorse dalle economie in cui il valore è effettivamente prodotto, - aggiunge il presidente dell'Agcm - ma riduce nel complesso la capacità della collettività di raccogliere risorse, in tal modo impedendo una più equa tassazione dei profitti delle imprese".(ANSA).
   

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