Banche: Fitoussi, stretta Ue errore

Inevitabile soffrano,crisi politica mina crescita

 L'ulteriore stretta sul capitale bancario approvata dai ministri europei all'Ecofin "fa ridere, si affronta il problema alla rovescia. Anziché permettere alle banche di partecipare alla ripresa dando credito alle imprese, si spingono le banche a non dare prestiti". Così l'economista Jean-Paul Fitoussi commenta l'inasprimento delle regole sul capitale bancario deciso a Bruxelles, con l'astensione delle sole Italia e Grecia, su cui dovrà pronunciarsi il consiglio Ue di giugno. Fitoussi nota in particolare la divergenza con le politiche degli Usa, che hanno appena deciso di alleggerire i vincoli normativi per il sistema bancario nazionale. Il professore alla Luiss e a Sciences-Po a Parigi, parlando con l'ANSA, ritiene che gli istituti di credito italiani "stiano molto meglio di qualche anno fa, ma hanno ancora fragilità". E dunque è inevitabile che l'instabilità finanziaria innescata dalla crisi politica in Italia stia colpendo in particolare le banche: "quando si teme una recessione, è normale".
 

La crisi politica in Italia e la reazione dei mercati? la prima era assolutamente prevista viste le politiche europee, la seconda sarebbe ben peggiore se non fosse per la Banca centrale europea di Mario Draghi. A dirlo è Jean-paul Fitoussi, economista che insegna a Sciences Po e alla Luiss. "L'incidente era previsto da tempo e c'erano state molte avvisaglie, dovevamo aspettarcelo". E sarà aggravato se si continua "con insulti politici fra l'Italia e i partner europei, penso all'articolo disgustoso dello Spiegel". La reazione dei mercati, con lo spread balzato oltre i 200 punti base e una forte caduta delle banche in Borsa, è in realtà "un po' inferiore a quanto avrebbe potuto essere perché tutti sanno che c'è Draghi: gli speculatori sono più attenti". Ma questo non vuol dire che le conseguenze siano contenute: "la situazione è pericolosa - dice Fitoussi, in un'intervista all'ANSA - può avere conseguenze negative sull'Italia ma anche sul resto dell'Europa" e "ora che c'è una ripresa, il rischio è che si torni alla stagnazione".  

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