Inps: +5,6% giorni malattia privati

28 milioni giorni malattia privato, 8,9 milioni nel pubblico

Nel primo trimestre 2018 i lavoratori privati hanno inviato 4,68 milioni di certificati medici (+12,4% tendenziale) per oltre 28 milioni di giorni di malattia con un aumento dei giorni del 5,6% sullo stesso periodo del 2017. Per i lavoratori pubblici sono stati inviati 1,89 milioni di certificati medici nel periodo (+3,1%) con un calo dei giorni complessivi di malattia dell'1,1%. In pratica in entrambi i comparti è diminuito il numero medio di giorni di malattia chiesto nei certificati. Lo si legge nell'Osservatorio sul Polo unico di tutela della malattia diffuso oggi dall'Inps. L'Inps ricorda che dal 1 settembre 2017 è entrato in vigore il Polo unico per le visite fiscale che attribuisce all'Istituto la competenza esclusiva a gestire le visite mediche di controllo anche sull'82% dei lavoratori pubblici in malattia.

Il numero dei lavoratori con almeno un giorno di malattia nel primo trimestre 2018 è stato di 2,65 milioni per il settore privato (+11,6%) e di un milione per quello pubblico (+1,9%). Il numero medio di giorni di malattia per lavoratore nel settore è cresciuto nel privato (da 2,6 a 2,7 mentre è rimasto stabile nel pubblico (3,2). E' diminuito per entrambi i settori il numero medio di giorni di malattia per certificato (da 6,4 a 6 per il settore privato, da 4,9 a 4,7 per il pubblico). Tra gennaio e marzo l'Inps ha effettuato 101.000 visite fiscali ai lavoratori pubblici e 123.000 ai lavoratori privati pur in presenza di un numero di certificati medici più alto nel privato (dato il numero molto più alto di dipendenti in questo settore). In pratica il numero delle visite fiscali è risultato di 53 ogni mille certificati nel pubblico e di 26 ogni mille nel privato. Nella gran parte dei casi dei casi è stata confermata la prognosi del medico. La riduzione della prognosi è stata pari all'1,8% delle visite per il settore pubblico e del 4,5% per il privato La riduzione della prognosi però è stata di 4,6 giorni in media per il pubblico e di 2,9 per il privato. Nel pubblico quindi sono "meno frequenti - spiega l'Inps - i casi di errore nella previsione prognostica ma con effetti maggiori in termine di riduzione delle giornate". Nel settore pubblico il 93% delle visite fiscali sono richieste dal datore di lavoro mentre nel settore privato la percentuale scende al 39%.

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