Fiducia dl banche, niente nomi nelle liste dei debitori

Più tempo per rimborsi. Guzzetti, Penati ha ragione su Atlante

Più tempo per chiedere i rimborsi per i risparmiatori delle 4 banche, una maggiore diluizione dei vecchi soci e obbligazionisti di Mps e delle altre banche, come probabilmente le due venete, che chiederanno il sostegno pubblico. Sono alcune delle modifiche introdotte al Senato al decreto 'salva-risparmio' che ha incassato il primo via libera con 157 sì al primo voto di fiducia chiesto dal governo Gentiloni, tra le proteste delle opposizioni, in particolare della Lega. Mentre Mps sta limando il piano, che potrebbe essere varato in un Cda il 23 febbraio, e le parole di Alessandro Penati contro le banche che hanno svalutato la propria quota in Atlante trovano il sostegno del presidente dell'Acri Giuseppe Guzzetti (che la sua quota non l'ha svalutata e che difende comunque il ruolo collaborativo di Intesa) a sollevare polemiche infuocate in Parlamento è stato anche il compromesso sulla 'black list' dei debitori delle banche in crisi, dei quali saranno pubblicati i soli profili di rischio.

Ecco in sintesi le principali novità:

- ARRIVA LISTA PROFILI RISCHIO DEBITORI: non ci saranno indicazioni dei nomi ma dei "profili di rischio e meriti di credito" di chi ha ricevuto prestiti sopra l'1% del patrimonio netto delle banche che chiedono il sostegno pubblico.

- NIENTE 'RIACQUISTO' PER BOND COMPRATI DOPO 2016: il burden sharing sarà attenuato attraverso il riacquisto delle azioni in cambio di bond senior solo per le obbligazioni acquistate prima del primo gennaio 2016, quando è entrato in vigore il bail in. Previsto anche una misura anti-speculatori, con un limite al riacquisto delle azioni che il risparmiatore ottiene con l'applicazione del burden sharing fissato al prezzo di acquisto dei bond subordinati, non al loro valore nominale. Per calcolare il valore delle azioni si dovrà tenere conto, nel caso di istituti quotati, delle eventuali sospensioni di Borsa, come nel caso di Mps. Il burden sharing, ovvero le operazioni di condivisione dei oneri per le banche che fanno ricorso all'intervento dello Stato, sarà neutro dal punto di vista fiscale per gli istituti. In casi specifici sarà possibile anche l'azzeramento dei bond seguito dall'assegnazione di azioni, anziché la conversione. Previsto anche uno sconto maggiore per lo Stato, con conseguente maggiore diluizione per vecchi azionisti e obbligazionisti per i quali non è prevista una compensazione.

- CAMBIANO NORME SU DTA: Cambiano i termini per il versamento del canone in capo a tutte le banche che trasformano le Dta, le imposte anticipate qualificate, in crediti d'imposta. Il decreto banche del giugno scorso prevedeva il pagamento entro la fine di luglio da calcolare per l'esercizio 2015. Ma questo obbliga alcune banche a riportare in bilancio due volte il versamento. La modifica consente di far valere per l'esercizio 2016 quanto versato a luglio scorso. Il canone è dovuto fino al 2030. Prevista anche per le Bcc la piena trasformabilità delle Dta, derivanti dalle svalutazione dei crediti fino al 2015, in credito d'imposta.

- PARTE LA STRATEGIA NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE FINANZIARIA: a coordinare il progetto un comitato ad hoc con 11 componenti (anche un rappresentante dei consulenti finanziari), che parteciperanno a titolo gratuito. A disposizione fino a 1 milione di euro l'anno.

- PIU' AMPIA PLATEA RIMBORSI FORFAIT, TEMPO FINO 31/5: si riaprono fino a fine maggio i termini per presentare la domanda per gli obbligazionisti delle vecchie Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti. Potrà accedere al meccanismo forfettario all'80% anche chi ha ricevuto i bond da coniugi, conviventi more uxorio o parenti fino al secondo grado e il prezzo pagato per i bond non sarà più conteggiato nel tetto a 100mila euro per il patrimonio mobiliare, tra i criteri per l'accesso al rimborso. Disposta anche la gratuità di tutte le spese di istruttoria a carico delle banche.

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