Eni: 7 mld nuove dismissioni in piano 2016-2019

Nel piano strategico 2016-2019 confermata la proposta di dividendo di 0,8 euro per azione, interamente pagato per cassa e produzione cresce oltre 3% anno

Accelera Eni in Piazza Affari dopo la presentazione del piano industriale 2016/2019. Il titolo guadagna l'1,91% a 13,87 euro, il valore più alto dall'inizio dell'anno.

Il piano 2016-2019 dell'Eni prevede 7 miliardi di nuove dismissioni, principalmente attraverso la diluizione delle alte quote di partecipazione detenute nelle recenti importanti scoperte. Lo annuncia il gruppo petrolifero in occasione della presentazione della strategia quadriennale. Del piano precedente, che prevedeva 8 miliardi di dismissioni, ne sono state effettuate finora 7 miliardi.

Nel piano strategico 2016-2019 l'Eni conferma la proposta di dividendo di 0,8 euro per azione, interamente pagato per cassa. Lo annuncia il gruppo petrolifero in occasione della presentazione del piano alla comunità finanziaria. La politica di distribuzione del dividendo "sarà progressiva, in linea con la crescita degli utili e con la variabilità dello scenario".

La produzione di idrocarburi dell'Eni, nel periodo 2016-2019, crescerà di oltre il 3% l'anno, per una crescita cumulata del 13% entro il 2019. Lo annuncia il gruppo petrolifero in occasione della presentazione del piano industriale alla comunità finanziaria. La crescita della produzione, spiega l'Eni, verrà realizzata principalmente attraverso l'arrivo alla piena produzione dei progetti già avviati e all'avvio di quelli nuovi, che daranno un contributo totale di circa 800 milioni di barili al giorno nel 2019. Negli ultimi 8 anni l'Eni ha scoperto 11,9 miliardi di barili di risorse a un costo unitario di 1,2 dollari al barile, che corrispondono a circa 2,4 volte il totale della produzione realizzata nel periodo, "valore molto più alto della media del settore pari a 0,3". Nell'arco di piano il gruppo petrolifero prevede nuove scoperte per 1,6 miliardi di barili, al costo di 2,3 dollari.

Il piano di investimenti dell'Eni per il periodo 2016-2019 viene ridotto del 21%, a circa 37 miliardi di euro, rispetto al piano precedente, quando aveva già subito una riduzione del 17%. Lo annuncia il gruppo petrolifero in occasione della presentazione della strategia alla comunità finanziaria. Eni punta inoltre a un opex (costo operativo) inferiore ai 7 dollari al barile, nonostante un possibile recupero futuro dei prezzi del petrolio e l'avvio di campi giant che prevedono costi più elevati rispetto alla media. La riduzione degli investimenti nell'upstream (la parte più sostanziosa per una compagnia petrolifera) sarà del 18%. Il piano prevede inoltre una riduzione dei costi pari a 3,5 miliardi di euro, grazie alla rinegoziazione dei contratti relativi a esplorazione e produzione (sarà quindi ridotto il differenziale tra prezzo del petrolio e costi), ma anche risparmi cumulati per spese generali e amministrative pari a 2,5 miliardi, rispetto ai 2 miliardi del piano precedente.

Il piano strategico dell'Eni per il periodo 2016-2019 prevede una drastica riduzione del break-even medio dei nuovi progetti (cioè il livello in cui i conti stanno in pari), che scende da 45 a 27 dollari al barile: in sostanza, i nuovi progetti saranno remunerativi a partire da un prezzo del petrolio di 27 dollari. Lo annuncia il gruppo petrolifero in occasione della presentazione della strategia alla comunità finanziaria. Per quanto riguarda il settore gas, che ha quasi raggiunto il pareggio nel 2015, il piano si concentra sulla rinegoziazione dei contratti a lungo termine, sul ridimensionamento dei costi, sull'ampliamento del 20% della base dei clienti retail. Il break-even strutturale del settore verrà raggiunto nel 2017. In tema di raffinazione, infine, l'Eni punta a ridurre il margine di raffinazione di break-even a circa 3 dollari al barile entro il 2018, pur mantenendo l'attuale capacità di raffinazione.

Descalzi, iniziato nuovo ciclo di crescita redditizia - "Abbiamo iniziato un nuovo ciclo di crescita redditizia e abbiamo il potenziale per creare maggiore valore per il futuro". Così l'ad dell'Eni, Claudio Descalzi, ha presentato alla comunità finanziaria il piano strategico 2016-2019 che punta, come si legge, ad "avere successo a prezzi bassi, alimentando la crescita di lungo termine". "L'industria petrolifera - ha spiegato Descalzi - sta affrontando una sfida molto complessa: ridurre i costi per soddisfare i vincoli finanziari di breve termine, continuando a creare valore nel lungo periodo. Il successo della nostra strategia di ristrutturazione e di trasformazione in una società oil & gas integrata ci consente di affrontare questa sfida con una struttura di costi competitiva, un modello operativo efficiente e un portafoglio asset flessibile". Per quanto riguarda infine la politica di remunerazione, ha aggiunto Descalzi, "continuerà a essere sostenibile anche in presenza di prezzi del petrolio più bassi del previsto".

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