Pensioni: Boeri, pronte buste arancioni, a 7 milioni di italiani

Invio a partire da metà aprile. Il presidente Inps: "Intervento di stabilità 2017 sarebbe bene"

"Finalmente le buste arancioni arriveranno a casa degli italiani". Così il presidente Inps, Tito Boeri, annunciando che le lettere con la previsione della pensione futura "verranno inviate a 7 milioni di lavoratori nel 2016". Si tratta di un progetto realizzato in collaborazione con Agid, ha spiegato, che permetterà di "raggiungere chi non è digitalizzato invitando queste stesse persone a munirsi di spid", il pin unico per accedere ai servizi on line. 

L'intervento sul sistema pensionistico per introdurre la flessibilità in uscita "andrebbe fatto adesso" e "se si facesse con la legge di Stabilità per il 2017, andrebbe certamente bene". Lo ha detto il presidente dell'Inps, Tito Boeri, a margine della presentazione dell'iniziativa 'Cittadino digitale'. Boeri ha spiegato che invece "non andrebbe bene intervenire tra tre anni". 

Boeri ha dato la notizia in occasione dell'iniziativa 'Cittadino digitale', in collaborazione tra Inps e l'Agenzia per l'Italia Digitale (Agid), evidenziando come si conta di partire "generando 150 mila lettere al giorno". E l'augurio di Boeri è "poter iniziare anche prima della metà di aprile, informando da principio i dipendenti privati". La busta arancione viene così associata ad un progetto ampio per la digitalizzazione degli italiani, condotto insieme all'Agid con una collaborazione che ha permesso anche di superare gli ostacoli finanziari. Il direttore dell'Agid, Antonio Samaritani ha spiegato come l'agenzia contribuisca all'iniziativa "con 2,5 milioni sul 2016 e sul 2017, che si vanno ad aggiungere al milione di euro dell'Inps, istituto che poi mette a favore del progetto anche tutto il suo lavoro".

Anche ai dipendenti pubblici arriverà a casa la simulazione della pensione futura. Lo fa sapere il presidente dell'Inps, Tito Boeri, spiegando che se per i privati c'è la busta arancione, per i travet "le informazioni arriveranno insieme al cedolino, per posta, in base ad accordi con le pubbliche amministrazioni". Si tratta di raggiungere, sottolinea, "circa 1,5 milioni di lavoratori pubblici ancora non digitalizzati". L'Inps conta di portare a termine le intese con le diverse amministrazioni entro il 2016. Boeri ha ricordato i numeri del digital divide, riportando come secondo il Desi (Digital Economy and Society Index) 2016 l'Italia è all'ultimo posto tra i paesi dell'Ue per l'uso di internet", con "solo il 30% degli utenti di Internet usano il web per ottenere informazioni dai siti della Pa". E ancor meno, fa presente l'Inps, sono quelli che scaricano i moduli (25%) e quanti li compilano online (10%). Andando nel dettaglio dei servizi offerti dall'Istituto nazionale di previdenza, Boeri ha spiegato come "i possessori del Pin Inps siano 18,5 milioni, di cui 13 milioni sono lavoratori attivi". Ne sono sprovvisti invece 12 milioni di contribuenti, con una "quota consistente di giovani" (il 42% è under40). A tutto ciò, ha sottolineato Boeri, si associa "una bassa consapevolezza finanziaria, basti pensare che solo un italiano su cinque conosce come funziona sistema previdenziale a capitalizzazione". Nonostante siano presenti zone d'ombra la domanda di digitalizzazione è però forte, come dimostrano i dati sull'iniziativa dell'Inps intitolata "la mia pensione online". Il servizio permette di controllare la situazione contributiva attuale, la possibile data di pensionamento, il prevedibile livello della pensione a prezzi 2015 e il rapporto fra pensione e ultima retribuzione (tasso di sostituzione). In più si possono fare anche delle simulazione giocando sui diversi fattori. Il servizio ha fatto registrare, ha evidenziato Boeri, "quasi 9 milioni di accessi". Ora con l'operazione busta arancione si vogliono raggiungere tutti coloro che non hanno il Pin, che da adesso sarà per altro lo stesso per tutti i servizi web (Spid). Nella lettera ci sarà, ha precisato Boeri, "l'informazione base", con l'invito a entrate via internet così da poter sfruttare al massimo lo strumento.

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