Poletti, costo del lavoro stabile rimarrà più basso

Riduzione cuneo? Non è detto, mix fattori

"Stabilizzeremo la situazione di fatto, per cui i contratti a tempo indeterminato continueranno a costare meno". Così il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Alla domanda se la soluzione sia l'abbassamento del cuneo, risponde: "non è detto, noi dobbiamo guardare ad una batteria di situazioni, che fanno riferimento al tema fiscale, a quello previdenziale". Adesso, aggiunge, "non siamo nelle condizioni di fare una proposta, perché dobbiamo cercare di far agire diversi strumenti".

Su costo lavoro scelta c'è, proposta non ancora - "La nostra scelta è quella di rendere strutturale il fatto che il costo del lavoro stabile debba essere più basso del costo del lavoro precario e a termine". Così il ministro del lavoro, Giuliano Poletti, a margine di un convegno sulle politiche attive al Cnel. Il ministro ha spiegato che il mantenimento di una situazione in cui il costo del lavoro a tempo indeterminato sia inferiore "è la nostra soluzione, non quella del cuneo", ha precisato sottolineando che per ora non c'è un'unica strada definita su cui agire. Quindi, ha evidenziato Poletti, "non è detto" che si intervenga sul cuneo ma "dobbiamo guardare ad una batteria di situazioni. Tutto ciò dopo che si sarà esaurito il decalage degli sgravi previsto per le assunzioni a tempo indeterminato. Una vicenda - ha detto Poletti - che si concluderà nei tre anni e sarebbe sbagliato interrompere prima". Il meccanismo dell'esonero contributivo è iniziato nel 2015 continuando in forma ridotta quest'anno e, ha chiarito il ministro, "è immaginabile" che "il prossimo anno venga concentrato" sui dodici mesi.

Quindi, la questione di come rendere permanente la riduzione del costo del lavoro stabile "si innescherà" dopo il 2017, ovvero a termine della misura oggi prevista sugli sgravi. Quello che è chiaro per Poletti è l'obiettivo: "Avere un costo del lavoro stabile più basso, poi lo possiamo perseguire per via fiscale altra strada". Per ora, ha tenuto a precisare il ministro, "non siamo nelle condizione di fare una proposta, perché dobbiamo cercare di fare coagire diversi strumenti". Quel che è fondamentale per il ministro è non tornare "a quella che era la contraddizione terribile della situazione precedente per cui il costo del lavoro precario poteva essere anche più basso di quello stabile". Quanto ai risultati sull'occupazione diffusi ieri dall'Istat, per il ministro Jobs Act e incentivi economici hanno lavorato insieme e il risultato è figlio di un dato più generale che vede un'economia che pian piano si sta stabilizzando e cresce un po' la fiducia. A chi gli fa notare l'aumento dei costi fissi nonostante la riduzione degli sgravi ha spiegato: "Nel tempo c'è un trascinamento delle decisioni e si stabilizzano le scelte".

A breve Anpal arriverà in porto - Sull'Anpal, l'Agenzia nazionale per le politiche attive sul lavoro, prevista dal Jobs Act, "stiamo andando avanti, credo che abbastanza rapidamente arriverà in porto". Così il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a margine di un convegno al Cnel, spiegando come "una partenza è già stata realizzata, perché è stato fatto l'accordo con le Regioni sulla gestione e il rafforzamento dei centri per l'impiego". Ora per Poletti "occorre trovare un assetto affinché si possano utilizzare le risorse, già disponibili per le politiche attive, per appunto rafforzare i centri per l'impiego".
   

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